Dopo l'ampia disamina delle ultime vicende, con nuova corrispondenza tra il presidente De Laurentiis ed il sindaco Leccese ed annesse novità sul fronte stadio/cessione societaria, il primo cittadino ha commentato, a caldo ed alla presenza dei cronisti al Palazzo della Città, quanto ottenuto nella conferenza pomeridiana:  

"Qualche passo in avanti rispetto al 23 maggio è stato fatto. In termini di rispetto nei confronti della città: anche nelle modalità di presentazione dei suoi impegni, lo fa davanti alla città. Finalmente riconosce la piazza non come un'entità che ragiona con la pancia e riconosce il valore identitario della squadra. Avrei voluto che mi dicesse di aver venduto la società o che avrebbe rimosso, due anni prima della scadenza, i vincoli sulla multiproprietà. L'alternativa era non dare la disponibilità dello stadio e tenerlo vuoto, non consentendo alla città di avere una squadra che avesse un vessillo, far fallire la società? Ho gettato il cuore oltre l'ostacolo. Il rapporto con la famiglia si è ormai rotto e dalle macerie di questa rottura si deve costruire qualcosa di buono e di meglio".

"Le due lettere del 23 e 27 maggio sono ragionate perchè avevano toni durissimi e chiudevano a qualsiasi dialogo e non vi nascondo che la videochiamata e le telefonate successive hanno avuto toni altrettanto duri. La città ha dimostrato di avere schiena dritta ed il presidente ha sottoscritto un impegno nei suoi confronti, con tanto di firma. Mi fido limitatamente e qualcosa, oggi, l'ho ottenuta. Spero di ottenere tutto", ​​​​l'ulteriore sottolineatura. 

Leccese ha ribadito, inoltre, la sua risposta alle parole di Grassani circa l'eventuale proroga della multiproprietà: "Vogliono addirittura anticipare i termini temporali del divieto della multiproprietà e ho chiesto garanzie al ministro Abodi ed ai due candidati per la presidenza della Federcalcio. Gravina mi ha detto direttamente che non c'è intento di proroga del termine della scadenza o di riformarlo: vigileremo attentamente". 

In merito al Comitato di garanzia e trasparenza che vigili sulla vendita della società, ha fatto il solo nome di Franco Cassano, ex presidente della Corte D'Appello di Bari ​"grande tifoso biancorosso". 

​Echeggiano i ricordi delle promesse fatte, all'ottenimento del club, ​​​​da Aurelio De Laurentiis nel 2018. Queste saranno maggiormente sincere? "È il massimo che avrei potuto ottenere con l'unica leva della mia disponibilità. Gli impegni di otto anni fa, che servivano per creare senso di reciproco affidamento, andavano fatti rispettare dalla stessa FIGC che ha conferito alla Filmauro il titolo sportivo e sono stati disattesi. Se continuiamo a bloccarci o andare avanti col pregiudizio, fondato dal giudizio, nei confronti della famiglia De Laurentiis, non riusciremo a costruire nulla ma daremo voce a chi dice 'meglio morti che feriti'. 

"Questa lettera è una resa dei De Laurentiis rispetto alle posizioni assunte dal Consiglio comunale. Il rischio di arrivare al muro contro muro era concreto, ma rischiava di non far vincere nessuno e sarebbe scomparso il calcio da Bari. Dal mio punto di vista, è una sfida importante e chiedo alla cittadinanza di condividere con noi il percorso", l'appello del sindaco alla comunità barese. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 15 giugno 2026 alle 18:00
Autore: Piervito Perta
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