Il declassamento della squadra cittadina, oltre al dramma sportivo, costituisce anche una ferita profonda per il tessuto economico e commerciale dell'intero capoluogo pugliese: la perdita della serie cadetta porta con sé un inevitabile effetto domino che investe i flussi finanziari urbani, dimostrando come il calcio professionistico sia un motore trainante per l'economia locale e non un semplice intrattenimento della domenica. Quando si spengono i riflettori sui grandi palcoscenici nazionali, l'impatto negativo si misura direttamente nelle casse delle attività ricettive, dei trasporti e del commercio al dettaglio, settori che per mesi hanno beneficiato della visibilità e del movimento generati dal campionato.

​Il danno più evidente si registra sul fronte del turismo sportivo, un indotto che si azzera quasi completamente a causa della drastica diminuzione del fascino delle squadre ospiti: la scomparsa di tifoserie numerose e alto-spendenti dalle grandi città del nord e del centro Italia svuota gli alberghi e i b&b del centro cittadino, privando i ristoratori e i gestori dei locali di una fonte di guadagno fissa e prevedibile nei fine settimana. Il weekend di campionato, che prima si trasformava in un'occasione di mini-vacanza per centinaia di sostenitori avversari pronti a scoprire le bellezze e la gastronomia del territorio, diventa adesso un evento a circuito chiuso, privo di quella capacità di attrazione che aveva contribuito a spingere il brand della città a livello nazionale.

​A subire il colpo più duro sono però i commercianti e gli operatori che gravitano direttamente intorno all'area dello stadio San Nicola, un quadrante urbano che nei giorni delle partite casalinghe, senza il boicottaggio del pubblico, assumeva le sembianze di un vero e proprio mercato a cielo aperto: il calo drastico delle presenze sugli spalti, causato pure dalla disaffezione della piazza e dal minor richiamo dei match cartello, riduce al minimo gli incassi dei chioschi, dei venditori ambulanti e delle attività di ristorazione veloce che campano sulla passione dei tifosi. Questa contrazione dei consumi genera un clima di perenne incertezza per decine di famiglie che considerano l'appuntamento interno dei galletti una risorsa fondamentale per il proprio bilancio mensile: è così che la retrocessione ha finito per impoverire una comunità che va ben oltre i confini del rettangolo verde.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 15 giugno 2026 alle 11:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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