Nel prosieguo della nostra intervista a Fabio Vignaroli, ex calciatore biancorosso, abbiamo approfondito alcuni temi legati al futuro del Bari. Di seguito le sue parole.

Nel tracciare un bilancio dell’operato di Di Cesare, emerge la convinzione che una retrocessione sia sempre il risultato di responsabilità condivise: “È chiaro che non si possono attribuire tutte le responsabilità a una sola persona per il lavoro svolto. Come accade in una squadra sul campo, le responsabilità vanno condivise tra tutte le persone coinvolte. È difficile dare un giudizio netto, anche se chiaramente la retrocessione pesa, ma non me la sentirei di attribuire tutte le colpe a lui”.

Sulla multiproprietà: "È chiaro che, vista dall’esterno, la multiproprietà è sempre una situazione delicata. Si pensa inevitabilmente che la società di riferimento, che in questo momento è il Napoli, abbia più vantaggi e riceva maggiori attenzioni. Poi, alla fine, si parla sempre dei risultati che arrivano dal campo: tutto dipende da come vengono fatte le cose. Io penso che il Bari sia una piazza che merita grande attenzione e il massimo rispetto. Questo è un po’ il giudizio di chi guarda da fuori. Bisogna poi capire cosa succede effettivamente all’interno e quali siano gli investimenti reali”.

Sul rapporto tra società e tifoseria, la sua ricetta è tanto semplice quanto impegnativa: “L’unica medicina per ricucire i rapporti sono sempre i risultati. È chiaro che, quando c’è scetticismo e pessimismo, si rischia di creare un ambiente tossico. Per questo il lavoro più importante da fare, in questo mese e nei prossimi mesi, sarà proprio quello di ricostruire entusiasmo e fiducia. Chiaramente non è facile, ma alla fine sono soltanto i risultati a permettere di ricucire le fratture e sistemare le cose”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 16 giugno 2026 alle 19:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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