Se il Bari è ancora aggrappato alla possibilità di salvarsi, gran parte del merito è di Cerofolini. Anche nell’andata dei playout il portiere biancorosso è stato decisivo, soprattutto nella ripresa, quando con almeno due interventi di altissimo livello ha impedito agli avversari di indirizzare la partita. La parata su Casiraghi, in particolare, è valsa quasi quanto un gol.

Eppure, proprio qui nasce il problema più grande del Bari. Avere un portiere forte è fondamentale per una squadra che vuole essere competitiva. Ma quando, settimana dopo settimana, il migliore in campo è sempre il numero uno, allora significa che qualcosa nel resto della struttura non sta funzionando.

Cerofolini sta vivendo una stagione importante, per personalità e soprattutto continuità. In più momenti è stato lui a tenere in piedi il Bari, evitando sconfitte più pesanti o risultati che avrebbero potuto compromettere anzitempo il cammino dei biancorossi. Ma una squadra che punta a salvarsi - e che solo pochi mesi fa parlava apertamente di playoff - non può dipendere quasi esclusivamente dal proprio portiere.

Il dato più preoccupante è proprio questo senso costante di precarietà. Il Bari fatica a controllare le partite, concede troppo campo agli avversari e, soprattutto, produce pochissimo davanti. Contro il Sudtirol la sensazione è stata ancora una volta evidente: gli altoatesini hanno avuto le occasioni più nitide, mentre i biancorossi si sono accesi soltanto a tratti, quasi sempre grazie alle iniziative individuali di Rao.

Quando il peso offensivo di una squadra si riduce alle accelerazioni di Rao e Moncini e alla speranza che il portiere continui a fare miracoli, allora il problema non è più episodico ma strutturale. Manca una vera identità tecnica, manca continuità nella manovra e spesso manca anche la capacità di trasmettere sicurezza durante la partita.

In questo senso, la situazione di Cerofolini racconta perfettamente la stagione del Bari: un gruppo che sopravvive più per le prestazioni dei singoli che per una reale solidità collettiva. E non è un caso che, nelle gare più delicate, i biancorossi abbiano quasi sempre avuto bisogno di una grande prova del proprio portiere per restare a galla. Ora resta l’ultima occasione. Venerdì servirà vincere per evitare una retrocessione che sarebbe una perdita inestimabile per la città. Ma il Bari dovrà finalmente dimostrare di essere qualcosa di più di una squadra salvata dal suo portiere. Perché Cerofolini può evitare il peggio, ma nessun numero uno può sostenere da solo il peso di un’intera stagione.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 19:00
Autore: Martina Michea
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