Prima di iniziare, riavvolgiamo il nastro indietro di tre anni, precisamente al 5 maggio 2019: un Bari ormai in vacanza da un paio di settimane cede il passo al Roccella e chiude ufficialmente la sua parentesi in serie D. All’indomani, media, tifosi e società non hanno dubbi: ci sono i mezzi e le forze per chiudere quanto prima anche l’esperienza in C, la terza serie non potrà che essere la tappa momentanea per una piazza così grande, in vista dei quartieri più nobili del nostro calcio.

Sono passati 1041 giorni da quel pomeriggio sulla punta dello stivale, e la storia ha raccontato (come è noto) altre trame, altri sviluppi. Nelle prime due stagioni, il Bari si è trovato sorpreso e mentalmente condizionato dalla presenza di due squadre (rispettivamente, Reggina e Ternana) capaci di reggere un passo diverso; numeri (e classifiche) alla mano, i biancorossi hanno disputato due campionati al vertice. Ma non è bastato.

Quest’anno, il terzo affrontato nei piani alti del girone meridionale, finalmente l’occasione per scrollarsi di dosso l’etichetta di “bella e incompiuta”: la trasferta a Catanzaro. Una partita in cui, oltre i tre punti, ad essere messa in palio per i biancorossi è la leadership assoluta; lo dice la classifica, lo conferma un dato emblematico: in queste tre stagioni di serie C, il Bari non è mai stato capace di imporsi sul campo di una diretta concorrente.

Dai due pareggi a Reggio Calabria e Monopoli di due stagioni fa, alle débacle di Terni, Catanzaro e Avellino nella scorsa annata, al Bari, nei momenti della verità, è sempre mancato il soldo per fare una lira: vincere in casa dei rivali porta con sé un valore simbolico che spesso segna un margine tra l’essere un’ottima squadra e il diventare la squadra superiore alle altre.

Quest’anno, finora, non fa eccezione: a Francavilla ricorderanno ancora per molto tempo il 3-0 inflitto ai galletti, ad Avellino, Monopoli e Palermo sono arrivati tre pareggi di lotta e di sostanza. Manca l’acuto, manca la dimostrazione di forza. La primavera è alle porte, nel calcio è tempo di verdetti e sentenze; una vittoria al “Ceravolo” chiuderebbe il cerchio tra il Bari e la C, tra ciò che finora è stato e quello che è sempre mancato. Sarebbe il rito di passaggio necessario al Bari per scoprirsi, finalmente, grande.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 11 marzo 2022 alle 20:00
Autore: Mariano Zonna
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