Era il 19 dicembre 2025 quando, alla fine del difficile primo tempo contro il Catanzaro, Vincenzo Vivarini sostituì un pallido Burgio con Moussa Mane. Cresciuto nel vivaio barese e reduce da un'annata in prestito al Team Altamura, il classe 2003 trovò i suoi primi minuti dopo sette convocazioni, macchiati dall'Antonini perso in marcatura in occasione del raddoppio calabrese. Una settimana dopo, la titolarità con l'Avellino che sorpende tutti. Ardore offensivo ed attenta fase difensiva: un'abnegazione inusuale alla causa e applausi dallo stadio e nell'uditorio social, tanto che il sito ufficiale biancorosso ne celebrò i dati, conferme dell'ottima prova. 

Nelle successive gare, contro Carrarese, Juve Stabia, Cesena e Palermo, non ha riconfermato in toto quegli ottimi spunti, ma senza demeritare in senso assoluto come altri compagni in questo poker di delusioni, eccetto la trasferta emiliana, in cui, per altro, ha sfiorato il gol del vantaggio, ​vedendosi salvata sulla linea la sua conclusione durante il primo tempo. Panchinato da Longo contro Mantova e Spezia, è stato rischierato dal primo minuto contro il SudTirol sabato scorso. Purtroppo, la performance è stata disastrosa: dopo un primo tempo discreto, inizia il secondo lasciandosi sopraffare da Merkaj per lo 0-1 altoatesino. Al 74esimo, una goffo sottoporta, ma quella di Cerofolini, su punizione, ha sotterrato le chance di vittoria. Il gol di Rao non ha evitato la sconfitta e, a fine gara, l'esterno è scoppiato in lacrime, consolato dai vari compagni. 

In questa fase della stagione, la tensione è massima ed ogni minimo errore ha un importante peso. Quelli commessi da Mane non sono i primi commessi dai giocatori baresi e molto probabilmente non saranno gli ultimi. Nel pianto dopo il triplice fischio, c'è il dispiacere del ragazzo per aver "contribuito" al k.o. Ma tranquillo Moussa: di questo misero momento, sei l'ultimo dei colpevoli. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 21:00
Autore: Piervito Perta
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