​Il naufragio sportivo che ha sancito il ritorno del Bari in terza serie ha spalancato le porte a un'estate che si preannuncia come un autentico labirinto gestionale: la retrocessione non ha soltanto azzerato le ambizioni della piazza, ma ha lasciato in deredità una struttura societaria completamente da rifondare e un'infinità di interrogativi che gravano sul futuro immediato del club. Con una tifoseria in aperta rivolta e le istituzioni che stringono i tempi, la proprietà si trova davanti a un tabellone di caselle vuote da riempire nel minor tempo possibile: un vero e proprio rompicapo strategico in cui ogni singola mossa rischia di condizionare la sopravvivenza stessa del calcio professionistico a Bari.

​Il primo, inevitabile tassello da ridisegnare riguarda la direzione sportiva, l'ufficio da cui dovranno transitare tutte le decisioni relative alla ricostruzione della rosa: dopo l'addio appena ufficializzato di Valerio di Cesare, la scelta del nuovo direttore sportivo rappresenterà il primo vero segnale sulle reali intenzioni programmatiche della Filmauro. Una volta individuato l'uomo mercato, il secondo nodo cruciale sarà la scelta della guida tecnica a cui affidare la panchina per il prossimo campionato di Serie C: il ritorno effimero di Moreno Longo si è concluso nel peggiore dei modi ma servirebbe comunque un profilo di Serie B, capace di reggere l'urto psicologico di un ambiente ferito e di proporre un calcio funzionale a una pronta risalita, evitando le scommesse e i continui ribaltoni che hanno caratterizzato l'ultima tormentata stagione.

​Il terzo rompicapo, forse il più spinoso e imminente dal punto di vista burocratico, si gioca fuori dal rettangolo verde e riguarda la questione stadio: il durissimo braccio di ferro istituzionale tra il sindaco Vito Leccese e Luigi De Laurentiis ha messo seriamente in discussione la concessione dell'impianto di Renzo Piano, costringendo la società a correre ai ripari per l'iscrizione al campionato. Per la società risolvere la grana del San Nicola è una priorità assoluta per evitare lo scenario umiliante di dover indicare un campo neutro alternativo, un'ipotesi che certificherebbe l'isolamento totale di una presidenza ormai priva di sponde sul territorio, ma che gran parte dei tifosi auspica.

​Infine, il mercato richiederà una scomposizione totale dell'organico attraverso una doppia e massiccia operazione di restyling: da un lato c'è il nodo dei calciatori in uscita, un elenco infinito di tesserati reduci dal fallimento tecnico che andranno inevitabilmente ceduti o rescissi per alleggerire il monte ingaggi e ripulire lo spogliatoio dalle scorie della retrocessione. Dall'altro, specularmente, si aprirà il capitolo dei nuovi arrivi: una ricostruzione che dovrà basarsi su elementi di categoria, profili affamati e pronti a calarsi nella realtà della terza serie, l'esatto contrario di quell'instant team privo di anima e di cattiveria agonistica che ha condannato il Bari al punto più basso della sua storia recente.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 14:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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