Cinquantamilaottocentonovantacinquemila spettatori. Un tripudio di bianco e rosso che colorava il cielo limpido di quella giornata. 8 Giugno 2014, un giorno che chiunque ami questa squadra non ha mai dimenticato.
Bari-Latina, in programma sabato prossimo alle 17.30, non sarà mai una partita come le altre. Gli uomini di Mignani, reduci da due vittorie consecutive, cercano il tris contro la compagine di Di Donato. L'obiettivo sono i tre punti, per provare quanto possibile ad allungare in vetta alla classifica. I pontini, un punto finora in sette trasferte stagionali, cercheranno di invertire la rotta al 'San Nicola', stadio che notoriamente sorride ai colori nerazzurri.
Quella giornata, quella maledetta giornata, il Dio del calcio strizzò infatti l'occhio al Latina. Guarna, Sabelli, Ceppitelli, Polenta, Calderoni, Defendi, Fossati, Sciaudone, Galano, Cani, Joao Silva l'undici scelto dal duo Alberti-Zavettieri, che veniva dal successo in trasferta a Crotone. Breda rispose con Iacobucci, Brosco, Cottafava, Esposito, Milani, Crimi, Viviani, Bruno, Alhassan, Jonathas, Jefferson, nomi marchiati nel fuoco nella mente dei tifosi baresi.
Altro nome ben impresso è quell'Ostinelli di Como, che convalidò il gol del vantaggio ospite viziato da un palese fallo di Crimi ai danni di Guarna. Gli undici biancorossi, miracolosamente giunti a giocarsi la semifinale dei playoff, sospinti da un pubblico impareggiabile, ribaltarono con maestria la gara. Protagonista fu Edgar Cani, l'albanese giunto nel mercato di riparazione che attraccò nel capoluogo pugliese l’8 agosto del 1991 insieme ad altri 20.000 albanesi stipati nella nave Vlora. Mentre si levava al cielo il magico coro "Forza la Bari alé, canto vivo per te. Io non mollerò, son biancorosso e mai ti lascerò", Cani prima svettò in cielo per pareggiare la gara, e poi servì a Joao Silva un pallone da spingere solo in rete.
Al Bari quel giorno serviva vincere, in ottica match ritorno che si sarebbe disputato qualche giorno dopo al 'Francioni'. Quando tutto sembrava fatto, il mancino di Ristovsky al novantesimo gelò il 'San Nicola'. 2-2, festa per gli oltre settecento tifosi del Latina giunti in Puglia. Col cuore in gola la squadra uscì tra gli applausi del pubblico e successivamente venne estromessa dai playoff, senza mai venire sconfitta. Anche nel Lazio fu 2-2, anche allora decisivo il direttore di gara.
Quante cose sono cambiate da allora. Troppe. In molti si chiedono cosa sarebbe successo se il Bari fosse davvero salito in Serie A. La storia, ahinoi, non si scrive con i se. L'attualità adesso parla di due squadre rinate dalle ceneri di un fallimento, con diverse ambizioni. Ma, oggi come allora, Bari-Latina non sarà mai una partita come le altre.
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