Quando, in estate, ci si avviava all'inizio del ciclo Caserta, un nome riecheggiava come possibile fulcro dell'attacco del Bari: Giuseppe Sibilli. Quel Sibilli protagonista in biancorosso nel 23/24, annebbiato nella prima parte della stagione scorsa, tanto da andare, a gennaio, alla Sampdoria, per ritrovarsi. Sei mesi buoni a Genova a cui non ha fatto seguito alcun riscatto blucerchiato, ed ecco che l'ex Pisa tornò in Puglia, ma stavolta per rimanerci e (ri)stupire.

Il 4-3-3, modulo principe del nuovo corso, ne avrebbe esaltato le qualità: in un mercato dove son cambiati centravanti ed esterni vari, lui aveva quella indiscussa casella sulla sinistra, da cui muoversi, calciare, fare da collante. Oggi, 3 gennaio 2026, restano solo gli ottimi spunti contro il Milan a San Siro, il Venezia ed il Monza e le opache performance contro Modena e Palermo, motivate da un guaio extracampo che ne ha vietato l'utilizzo a Caserta prima e Vivarini poi.

Il 12 settembre era solo un rumor, divenuto insistente col passare dei giorni e culminato con la sentenza del 2 ottobre: 16 mesi di squalifica per calcioscommesse, di cui 8 lontano dai campi ed 8 di prescrizioni alternative (piano terapeutico e partecipazione ad incontri pubblici, ndr), con annessa ammenda e minimo stipendio percepito. Cosa sarebbe potuto essere questo campionato con uno Sibilli in più nessuno lo sa e lo saprà mai. Certa, invece, è la parabola che ha preso la sua stagione e quella biancorossa. Il futuro rapporto delle (e tra le) parti, però, è ancora da scrivere

Sezione: News / Data: Sab 03 gennaio 2026 alle 12:00
Autore: Piervito Perta
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