Quella che avrebbe dovuto rappresentare la giornata della ripartenza del Bari si è trasformata nell’ennesima dimostrazione della profonda frattura che separa la piazza dalla proprietà. L’inizio dell’era di Marino come direttore generale e di Rastelli sulla panchina biancorossa è stato accompagnato da un clima tutt’altro che entusiasta, con una contestazione che ormai sembra prescindere dai protagonisti scelti per guidare il nuovo corso.

Lo ha riconosciuto anche lo stesso Marino nel corso della conferenza stampa di presentazione al Parco dei Principi, parlando di un’accoglienza “fredda”. Un’impressione confermata da quanto accaduto all’esterno della struttura, dove i gruppi della tifoseria organizzata hanno manifestato il proprio dissenso con cori e striscioni rivolti alla famiglia De Laurentiis. Tra i messaggi esposti, uno sintetizzava più di ogni altro lo stato d’animo della piazza: “Per la nostra città, contro questa società”.

Un segnale forte, che racconta come il malcontento accumulato negli ultimi anni sia ormai diventato qualcosa di più profondo di una semplice contestazione tecnica. Non è Marino il bersaglio, così come non lo è Rastelli. La sensazione è che qualsiasi dirigente o allenatore fosse stato presentato avrebbe trovato lo stesso clima di diffidenza, perché la sfiducia riguarda ormai il progetto complessivo del club.

A margine della giornata si è registrato anche un altro episodio significativo. Una parte della stampa locale ha scelto di non partecipare fisicamente alla conferenza stampa, manifestando così il proprio dissenso nei confronti delle recenti modalità comunicative della società. Un gesto che contribuisce a fotografare un rapporto complesso anche sul piano istituzionale, pur rimanendo sullo sfondo rispetto al sentimento che anima la tifoseria.

Il punto centrale, infatti, è un altro. A Bari non si discute più soltanto del valore del nuovo direttore generale, delle idee del nuovo allenatore o delle prossime operazioni di mercato. La domanda che accompagna ogni scelta della società riguarda la direzione che il club intende prendere e le reali ambizioni del progetto sportivo. La delusione maturata dopo la retrocessione in Serie C ha accentuato uno scetticismo che era già presente e che oggi accomuna non solo la tifoseria organizzata, ma anche il resto biancorossi. L’opinione, insomma, è la stessa per tutti.

Per Marino e Rastelli il compito non sarà soltanto quello di costruire una squadra competitiva, ma anche quello di provare a ricucire un rapporto ormai logorato. In questo momento, però, parole e presentazioni sembrano non bastare più. Saranno il lavoro quotidiano, le scelte di mercato e soprattutto i risultati sul campo a dire se questo nuovo corso riuscirà davvero a scalfire il muro di diffidenza che oggi circonda il Bari.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 12 luglio 2026 alle 14:00
Autore: Martina Michea
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