Ieri è andata in scena la prima conferenza del Bari targato 2026/27. Si sono presentati davanti ai giornalisti (con molte defezioni causa il reiterato silenzio della proprietà) il nuovo direttore Marino e l'allenatore Rastelli, in attesa dell'arrivo del nuovo ds. Di De Laurentiis, per l'ennesima volta, nessuna traccia.

Marino, dall'alto della sua esperienza e dei suoi brillanti risultati, ha dettato le linee guida del nuovo corso. Ha compreso, sin da subito, lo stato d'animo della piazza ma si è detto fiducioso e speranzoso in un possibile riavvicinamento. Marino ha spiegato come abbia ricevuto garanzie dalla proprietà per quanto riguarda programmazione e budget e che, se quest'ultime dovessero essere disattese, non avrà problemi a lasciare la poltrona. D'altronde, quarant'anni di esperienza vorranno pur dire qualcosa.

L'idea, dopo l'ultima tragica annata, è di fare tabula rasa: i pochissimi che rimarranno in rosa dovranno calarsi nel difficile ambiente della C e spazzare via i residui di negatività che il Bari si porta dietro da fin troppo tempo. Lo stesso direttore è rimasto abbastanza basito guardando le partite del Bari dello scorso anno, ammettendo che la ricostruzione è l'unica strada. La scelta di Rastelli, inoltre, non è casuale: fare scelte "scontate" non appartiene all'ex Udinese. In Rastelli Marino ha rivisto l'allenatore capace di trascinare il Cagliari in A e di conquistare un insperato undicesimo posto. Anche la scelta del ds sarà ponderata, sebbene tutte le scelte tecniche saranno supervisionate da Marino stesso, che potrà l'ultimo accento su tutti gli acquisti

Solo il tempo potrà dire se le parole di Marino troveranno riscontro nella realtà. D'altro canto se il nuovo corso barese vuole avere qualche speranza di ricucire con i tifosi non può fare altro che portare risultati a casa. In termini di punti ma soprattuto di impegno e abnegazione, tutto quello che è mancato lo scorso anno. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 10 luglio 2026 alle 12:00
Autore: Armando Ruggiero
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