la sfida più difficile della mia carriera": con queste parole il direttore generale del Bari Pierpaolo Marino ha commentato la sua nuova esperienza in biancorosso. Certo, una figura professionale così esperta e navigata nel mondo del calcio, non deve dimostrare nulla a nessuno. Però l'aver accettato un impegno delicato e pieno di interrogativi, dimostra che le motivazioni e gli stimoli non hanno limiti anagrafici.

"Bisogna vincere subito, ma allo stesso tempo provare a costruire qualcosa che duri nel tempo". La missione è chiara, l'imperativo categorico è risalire in Serie B al primo tentativo. Le premesse non sono le migliori e Marino ne è pienamente conscio. Tra l'inchiesta della Procura di Bari e il clima di contestazione attorno alla squadra, il lavoro comincia immediatamente in salita. Poi va considerato il fatto che la preparazione della prossima stagione sia partita in ritardo. Ma, come ammesso dallo stesso Marino, gli affari migliori si concludono alla fine del mercato.

"Non terremo chi non è disposto ad onorare la maglia". Per raggiungere gli obiettivi prefissati non basta cambiare il volto alle cose: bisogna avere il coraggio di scavare fino alle radici. Se quelle radici sono amare, avvelenate dalla paura o dalla scarsa motivazione, devono essere estirpate. La rifondazione nasce dal basso, si deve scandagliare la profondità. Marino è un uomo di campo, abituato a lavorare con il materiale umano che ha a disposizione. Per riuscire nell'intento, il supporto della società dovrà essere costante e puntuale. Che la rivoluzione abbia inizio. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 12 luglio 2026 alle 08:00
Autore: Cesare De Pasquale
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