Al di là della categoria, il polverone alzato dall'inchiesta della Procura rischia di azzerare il valore commerciale e la reputazione del brand biancorosso, più di quanto già fatto da una gestione sportiva che ha partorito risultati decisamente negativi e da un rapporto con la piazza (tutta) ormai ai minini storici e difficilmente ricucibile. Un marchio storico non vive di sole ricapitalizzazioni della proprietà: c'è di norma anche una credibilità aziendale e un appeal pubblicitario che dovrebbe essere esercitato sul tessuto economico nazionale e locale.

Quando le prime pagine dei giornali non raccontano più di acquisti e sogni di gloria, ma associano quotidianamente il nome della squadra alle aule di tribunale e alle ipotesi di crac, il danno d'immagine diventa una ferita sanguinante per le casse societarie. Il Bari si riscopre d'un tratto isolato, un investimento considerato tossico da chiunque debba accostare il proprio logo a una maglia oggi drammaticamente deprezzata.

Questo clima di totale incertezza apre inevitabilmente un enorme interrogativo sul futuro commerciale del club, con i riflettori puntati direttamente sulle scelte dei partner commerciali della passata stagione: gli sponsor che hanno sostenuto la maglia biancorossa l'anno scorso accetteranno di rinnovare il proprio impegno economico anche per il prossimo campionato, legandosi a una società travolta dal vortice giudiziario? Diventa difficile immaginare che un'azienda, piccola o grande che sia, decida di investire capitali beandosi di una visibilità nazionale che in questo momento si traduce soltanto in cronaca giudiziaria e contestazioni di piazza: la fuga dei vecchi partner commerciali o, nella migliore delle ipotesi, una drastica rinegoziazione al ribasso dei contratti rischiano di essere la naturale e spaventosa conseguenza di questo stallo.

Senza la benzina dei ricavi commerciali e con un appeal aziendale ormai ridotto ai minimi termini, la Filmauro si ritrova a gestire una scatola svuotata della sua stessa attrattiva economica: come si può convincere un nuovo investitore o un grande partner nazionale a sposare il progetto Bari quando il biglietto da visita è una richiesta di fallimento pendente? Il paradosso di questa estate buia è che, mentre la piazza invoca a gran voce la liberazione, il valore economico del club cola a picco, rendendo l'intera struttura meno appetibile sul mercato: il marchio Bari, un tempo sinonimo di passione e grandi numeri, sbiadisce sotto i colpi delle inchieste, lasciando una città metropolitana col fiato sospeso e con lo spettro di dover ricostruire tutto da zero, partendo proprio dalle macerie della propria reputazione.

Sezione: News / Data: Ven 10 luglio 2026 alle 21:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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