Il Bari si avvicina alla gara d’andata dei play-out contro il Südtirol con la consapevolezza di essere arrivato al punto più delicato della stagione. Novanta minuti al Stadio San Nicola che valgono una fetta enorme di futuro, dentro un doppio confronto in cui la squadra di Moreno Longo sarà chiamata a vincere complessivamente per conservare la categoria. Nessun margine per errori, neppure nelle scelte iniziali.

Il primo grande bivio riguarda il sistema di gioco. Longo dovrà decidere se affidarsi al più collaudato 3-5-2, struttura che ha accompagnato larga parte del suo percorso, oppure se riproporre il 4-3-3 visto contro la Virtus Entella, modulo che aveva dato segnali incoraggianti soprattutto in termini di aggressività e ampiezza offensiva. Non è una scelta banale: da una parte c’è la ricerca di equilibrio, dall’altra la necessità di osare.

Qualunque sarà l’abito tattico, alcuni punti fermi sembrano già scritti. Tra i pali ci sarà Michele Cerofolini, spesso decisivo nel corso dell’annata. Davanti, i riferimenti principali restano Gabriele Moncini ed Emanuele Rao. Il primo per esperienza, fisicità e peso specifico dentro l’area; il secondo perché è diventato il volto nuovo di questo finale di stagione, l’uomo capace di accendere la manovra e creare superiorità.

Accanto a loro cresce forte la candidatura di Kevin Piscopo, tra i migliori nel successo del Ceravolo. La sua duttilità può diventare preziosa: quinto di centrocampo in caso di 3-5-2 oppure esterno alto in un eventuale tridente. È uno di quei giocatori che possono spostare gli equilibri proprio perché interpretano più ruoli.

In difesa, invece, sembrano esserci poche discussioni su due nomi: Valerio Mantovani e Cas Odenthal. Leader il primo, solido riferimento il secondo. Da capire chi completerà il reparto, in una linea a tre o in una retroguardia a quattro.

Il vero rebus si apre in mezzo al campo. Rientrano dalla squalifica Matthias Verreth e Robert Braunoder, due uomini che per mesi hanno avuto spazio e centralità. Ma il campo, nelle ultime settimane, ha promosso anche altre soluzioni. Riccardo Pagano ha ritrovato una maglia da titolare nelle ultime due uscite e ha risposto con personalità, candidandosi seriamente a una nuova conferma.

Occhio poi a Giulio Maggiore, forse l’uomo più intrigante per una gara di questo tipo. Le sue doti di inserimento, la capacità di attaccare l’area e il fiuto per il gol possono diventare armi preziose in una partita in cui il Bari deve provare a costruire un vantaggio. In crescita anche le quotazioni di Tomas Esteves, elemento capace di garantire corsa e qualità tra le linee o sugli esterni.

Longo, in sostanza, si trova davanti alla partita più importante del suo percorso barese con una certezza e molti incastri da definire. La certezza è che servirà il Bari migliore. Gli incastri riguardano uomini, moduli e coraggio. Perché nei play-out la tattica conta, ma conta ancora di più scegliere chi è pronto a reggere il peso del momento. E venerdì sera, più che la formazione migliore, servirà quella più affamata.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 09:00
Autore: Antonio Testini
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