Nel proseguo della nostra intervista a Diaw Doudou, trova spazio un ricordo agrodolce dei suoi quattro anni a Bari: "Son capitato nel momento sbagliato. Dopo Ancona, sono arrivato a Bari che si era retrocessi dalla Serie A e la piazza era depressa. I primi due anni sono stati brutti, e ricordo che arrivammo a giocare una partita davanti a 71 paganti. Poi è andata meglio e siamo cresciuti, ed ho avuto anche l'opportunità di allungare il mio contratto. Ma scelsi di andare al Torino e vincere il campionato di B". 

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, l'ex, anche di Cesena e Torino, ha intrapreso la carriera di mister, dai ragazzi alle prime squadre: "Sì, ho iniziato con i più piccoli ormai dieci anni fa e da qualche anno mi sono approcciato, per crescere ed andare avanti, con i più grandi: dalla Fidelis Andria in Lega Pro alla Serie D con il Gravina sino all'eccellenza con il Corato ed il Mola. L'aver iniziato con i giovani mi ha certamente aiutato, perchè noi giocatori, quando smettiamo, abbiamo la presunzione di saper allenare. Mi sono divertito tantissimo ed ho avuto degli ottimi risultati, ma era giunta l'ora di fare un altro step. Idoli? Nessuno. Ci sono allenatori che mi piacciono, guardo tante partite, ma cerco anche di fare di testa mia, a costo di sbagliare ed imparare". 

In chiusura, un breve recap del suo 2025/26, con vista sull'immediato futuro: "A dicembre ho lasciato il Mola, con cui avevo iniziato la stagione, causa problemi finanziari, soliti a questi livelli. Dopo un paio di settimane, sono tornato al Corato, in cui avevo già allenato per tre anni. L'obiettivo era la salvezza ed è andata molto bene. Ora, però, cerco di meglio: non ci sono state le condizioni per andare avanti ed aspetto una società seria e solida, in cui possa portare le mie idee e divertirmi". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 12 maggio 2026 alle 11:00
Autore: Piervito Perta
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