Francesco Bolzoni, centrocampista trentaduenne fuori lista nel Bari, per il quale si cerca una destinazione nel mercato in corso, agli albori della sua carriera era considerato una promessa del calcio italiano, sin da quando muoveva i primi passi nel vivaio dell’Inter.
Con i nerazzurri, arrivò a vincere da titolare uno scudetto Primavera nel 2007, grazie ad una rete in finale con la Samp di un certo Mario Balotelli, in una squadra che poteva contare, in campo, sull’apporto di gente come gli ex biancorossi Bonucci, Siligardi e Filkor, e su un giocatore importante come Biabiany.
L’anno seguente, a febbraio, arrivò anche il trionfo nel Torneo di Viareggio, con la vittoria in finale con l’Empoli ai rigori, ed il centrocampista che diede il suo apporto alla squadra soprattutto nella fase a gironi della competizione. In quel frangente, Bolzoni era già da tempo aggregato alla prima squadra meneghina, con la quale, in totale, raccolse 7 apparizioni.
La prima in assoluto, arrivò in una semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Sampdoria, terminata a reti bianche, quando, il primo febbraio 2007, l’allora tecnico dei milanesi Roberto Mancini gli concesse una ventina di minuti sul terreno di gioco, con il risultato al sicuro dopo la vittoria per 3-0 raccolta dai suoi all’andata. Il club avrebbe poi perso la finale, contro la Roma.
Stesso destino, nel medesimo torneo, anche l’anno seguente, quando i capitolini bissarono il successo dell’anno precedente, sempre ai danni dell’Inter. Per Bolzoni, in quel trofeo, arrivarono altre 3 gare con quella maglia, la prima da titolare contro la Reggina, agli ottavi, ed un paio di gettoni (uno dei quali dall’inizio) con la Lazio, in semifinale.
Ma la maggior soddisfazione di quell’annata, per il centrocampista, arrivò dalla Champions League, tra l’ottobre ed il dicembre del 2007. Due le partite giocate, una per tutti i 90’, entrambe contro il Psv Eindhoven. Arrivarono altrettante vittorie nel raggruppamento G, brillantemente superato dai ragazzi di Mancini, poi eliminati nel primo turno ad eliminazione diretta dal Liverpool.
Nel 2008-’09, poi, con ancora il mister di Jesi al timone, per Bolzoni arrivò la prima presenza in A, alla penultima giornata, in una sconfitta esterna con il Cagliari. Quello scampolo di partita gli consentì di fregiarsi, in quell’annata, del titolo di campione d’Italia, in un’Inter che aveva nei suoi ranghi Ibrahimovic, Toldo, Zanetti, Materazzi, Chivu, Cambiasso e Vieira.
Da quelle vittorie di prestigio, il percorso professionale del calciatore prese il via, con i passaggi a Frosinone e Siena, in B, la promozione dei toscani nella massima serie e due salvezze consecutive, prima dell’approdo a Palermo. In Sicilia, per Bolzoni arrivò prima la vittoria del campionato cadetto, nel 2014, e poi una tranquilla permanenza in A nell’anno seguente, con in rosa profili come Dybala e Belotti.
Quindi, per il mediano, le annate a Novara e Spezia, in B, prima della scelta di sposare, nel 2018, la causa del neonato Bari di De Laurentiis, precipitato tra i dilettanti. La vittoria, da protagonista, di quel campionato, prima dei prestiti, nei campionati seguenti, ad Imolese e Lecco, in Lega Pro.
Ora Bolzoni, dopo un semestre di sostanziale inattività, messo fuori squadra per aver rifiutato, in estate, la destinazione Monterosi, ha la necessità di ripartire da una nuova squadra, da reperire quanto prima, magari nella finestra di contrattazioni in corso. Il suo contratto con i galletti, ad ogni modo, scadrà nel prossimo giugno.
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