Queste le parole di Rastelli, che ha parlato in conferenza stampa: “Nel preparare una gara è chiaro che vai a scegliere i primi undici in funzione delle caratteristiche che ti servono per vincere la partita. Fai una valutazione generale della condizione degli uomini e poi scegli le caratteristiche anche in funzione dell’avversario. Sapendo che, partendo in un modo, hai in panchina degli elementi che, sempre per le caratteristiche che hanno, possono cambiare la partita. Cambiare cinque uomini di movimento significa mettere energie nuove e gente fresca, che può permetterti di blindare la gara oppure, se devi vincerla, di fare il contrario”.

E sugli errori commessi in questo avvio… “Abbiamo rischiato quando abbiamo perso palla. Quando la squadra è compatta non abbiamo concesso grandi occasioni. Quelle che abbiamo concesso sono dovute a fasi di transizione negativa. Abbiamo fatto errori di scelta ed errori tecnici. È chiaro che in quella fase sei vulnerabile: se sbagli, sei vulnerabile. Tante volte siamo stati bravi a rimediare, a Barletta abbiamo pagato caro questi errori. Non parlerei di difficoltà di reparto, ma della necessità di essere più puliti in fase di possesso. Questo ci permetterà di creare occasioni da gol e di concederne poche agli avversari”.

Sull’infermeria: “Si è quasi svuotata, l’unico non ancora a disposizione sarà Vicari. Tutti gli altri saranno convocati. I nuovi sono giocatori che possono venire con noi e che potrebbero anche partire dal primo minuto. Dobbiamo buttarli il più velocemente possibile dentro”.

Sull’importanza delle palle inattive: “Sapete quanto negli ultimi anni le palle inattive siano diventate decisive. Nella grande organizzazione che hanno raggiunto le squadre, le difese riescono a primeggiare sugli attacchi e quindi le palle inattive possono diventare determinanti. C’è un’alta percentuale di partite vinte con i calci piazzati. Io penso siano fondamentali, quindi le proviamo sempre. È chiaro che bisogna avere le qualità tecniche per calciare bene”.

Sezione: News / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 16:25
Autore: Martina Michea
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