Presentata la stagione 2026/27 davanti a un centinaio di persone. Nuove maglie, campagna abbonamenti e gli obiettivi del club alla vigilia dell’esordio in Promozione. Dal rapporto con la SSC Bari al sogno dello stadio della Vittoria

Un centinaio di persone, le nuove maglie, gli abbonamenti e la voglia di ripartire. L’Ideale Bari si è presentata al Pub Steam in vista della stagione 2026/27 e del prossimo campionato di Promozione, che comincerà domenica sul campo del Putignano.

Una serata vissuta tra musica, birra e calcio, durante la quale la comunità biancorossa ha potuto ritrovarsi, fare quadrato e guardare al nuovo cammino ormai alle porte. È stata anche l’occasione per sottoscrivere gli abbonamenti: tre le formule disponibili. Quella da 20 euro comprende la tessera e alcuni adesivi in omaggio; quella da 45 euro aggiunge una t-shirt; il pacchetto da 60 euro, invece, prevede adesivi e due t-shirt.

Nel corso dell’appuntamento sono state presentate anche le tre divise che accompagneranno la squadra nella prossima stagione: la tradizionale rossa, la bianca e la nuova maglia blu.

Al centro della serata, però, non ci sono stati soltanto gli aspetti legati al campo. L’Ideale Bari continua a fondare la propria identità sul calcio popolare, sulla partecipazione diretta dei suoi sostenitori e su un modello societario distante dalle logiche del calcio moderno.

Un concetto è stato ribadito più volte, fino a diventare il vero mantra della serata: l’Ideale non vuole essere l’antagonista della SSC Bari.

«Non lo abbiamo mai detto e mai lo diremo. Chi prova a rappresentarci in questo modo destabilizza la nostra comunità e lancia un messaggio sbagliato che ci infastidisce molto. Molti di noi sono stati e continuano a essere sostenitori del Bari, una squadra alla quale teniamo. Se un giorno dovessimo incontrarci, sarebbe una festa e non una rivalità».

Una presa di posizione netta, rivolta soprattutto a chi, attraverso i commenti sui social, tenta di trasformare l’Ideale in uno strumento di contrapposizione alla società biancorossa.

«Chi sostiene questo non ha capito nulla del nostro progetto. Se verranno da noi tifosi arrabbiati o delusi dalla SSC Bari, li accoglieremo perché siamo una famiglia. Preferiremmo, però, che si avvicinassero con occhi curiosi, provando a comprendere il nostro mondo, e non per fare un dispetto a qualcuno. Non vogliamo essere strumentalizzati».

L’Ideale esiste ormai da quattordici anni e non è una realtà nata oggi per raccogliere il malcontento del momento o per alimentare dualismi che, per chi vive il progetto dall’interno, semplicemente non esistono.

Tutto è cominciato quasi per caso, dall’iniziativa di una decina di tifosi che non si riconoscevano più in un sistema nel quale televisioni, interessi economici e affari avevano assunto un ruolo sempre più dominante. Da quella scelta è nata una realtà cresciuta stagione dopo stagione, senza perdere la propria natura.

Nell’Ideale i tifosi non sono semplici spettatori: sono soci, contribuiscono personalmente al sostentamento del club insieme agli sponsor e partecipano alle decisioni che riguardano la vita della società. Dalla scelta di chi deve rappresentarla fino all’individuazione dell’allenatore e del direttore sportivo, ogni passaggio nasce dal confronto interno alla comunità.

L’obiettivo è continuare a crescere, accogliendo nuovi sostenitori che condividano la stessa idea di calcio: un’esperienza da vivere insieme, lontana dal prodotto confezionato e proposto quotidianamente dalle televisioni.

Un progetto che, nel tempo, ha saputo superare anche i confini della città. Tra le persone presenti allo Steam c’erano infatti alcuni studenti provenienti dalla provincia di Lecce e dal Foggiano, avvicinatisi quasi casualmente alle vicende dell’Ideale e rimasti poi legati alla squadra e alla sua comunità.

La crescita del club, tuttavia, porta con sé anche nuove esigenze. Se il seguito continuerà ad aumentare, sarà necessario trovare una casa capace di offrire la giusta dimensione a una realtà ormai consolidata. Il sogno guarda inevitabilmente allo stadio della Vittoria, un impianto che potrebbe restituire dignità e prospettiva a una comunità in costante espansione.

Resta inoltre il problema quotidiano degli spazi per gli allenamenti. Nella serata di ieri la squadra ha lavorato al San Paolo: il passaggio di categoria ha portato a quattro le sedute settimanali e l’organizzazione del Variato, utilizzato da numerose realtà cittadine, non consente di garantire sempre la disponibilità del campo. Di conseguenza, il club è costretto ad adattarsi e a cercare soluzioni di volta in volta.

Una situazione sulla quale anche l’amministrazione comunale è chiamata a intervenire, soprattutto davanti a una realtà capace di coinvolgere centinaia di persone e di proporre un modello sportivo fondato sulla partecipazione e sull’aggregazione.

Adesso, però, la parola passa al campo. Domenica comincerà il campionato e tutto l’ambiente dell’Ideale Bari non vede l’ora di iniziare un nuovo capitolo della propria storia. Con la stessa identità di sempre e una comunità sempre più numerosa al proprio fianco.

Sezione: Bari & Dintorni / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 11:30 / Fonte: di Giosè Monno, per TuttoBari.com
Autore: Redazione TuttoBari
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