La nebbia su futuro del Bari inizia a diradarsi, con Romairone pronto ad assumere il ruolo di direttore sportivo e Vivarini prossimo ad essere sollevato dal suo incarico. Un epilogo che metterebbe fine ad una pazza estate per la formazione biancorossa, che ha visto prima l'incertezza sulla disputa dei play-off, poi l'amara sconfitta con la Reggiana ed infine i tanti dubbi riguardanti il futuro.

Una situazione che non è certo nuova per i tifosi baresi, abituati negli anni a cambi in panchina in corsa durante la stagione più calda, alcuni arrivati quando nessuno l'aspettava. L'esempio più lampante è quello relativo all'addio di Antonio Conte, che lasciò  la guida del club dopo averlo riportato in A: la presidenza fu costretta a modificare i suoi piani e scelse Giampiero Ventura, reduce dalla positiva esperienza di Pisa.

Ma qualcosa di simile accadde anche poche stagioni dopo, con Carmine Gautieri che, dopo essere stato annunciato ad inizio luglio, scelse di dimettersi senza aver disputato neanche una partita, ufficialmente per motivi familiari. Allora le casse del Bari erano tutt'altro che rosee, così la proprietà fu costretta ad optare per la soluzione interna, con il duo Alberti-Zavettieri.

C'è un filo conduttore che lega queste due esperienze: la stagione da urlo che seguì i due cambi repentini. Con Ventura, infatti, il Bari disputò una delle migliori stagioni della sua storia, arrivando anche a sfiorare l'Europa. Alberti e Zavettieri, invece, guidarono la squadra in quella che resterà per sempre impressa come la meravigliosa stagione fallimentare.

L'estate del 2020 ha visto un nuovo cambio repentino, con Vivarini (che fino a giugno pareva intoccabile) ai saluti. L'auspicio dei tifosi è che si possa ripetere la magia degli esempi precedenti, perché la piazza ha tanta voglia di sognare.

Sezione: Focus / Data: Gio 20 agosto 2020 alle 16:00
Autore: Raffaele Digirolamo
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