La gara tra Avellino e Bari dirà tanto della corsa al secondo posto: la posta in palio sarà alta e la partita si giocherà anche sul piano nervoso. I calciatori d’esperienza non mancano da entrambi i lati e la tenuta mentale sarà fondamentale.

Valerio Di Cesare, risolti i guai fisici, guiderà come al solito i suoi con la fascia al braccio. Leader carismatico per distacco, l’ex difensore che ha esordito tra i professionisti proprio con gli irpini, è simbolo e baluardo della rinascita biancorossa. Quando a disposizione, nonostante l’età, Di Cesare è il titolare inamovibile negli scacchieri dei tecnici che si son susseguiti sulla panchina biancorossa. Le sue urla di gioia dopo i gol biancorossi emettono grinta, abnegazione e voglia di vincere di un calciatore che ha sposato da vero leader la causa.

Nell’Avellino, invece, sarà un leader “fresco” a guidare i Lupi: il difensore centrale classe 1991 Mirko Miceli è il capitano della squadra nonostante il suo arrivo in Irpinia sia datato agosto 2020. Braglia gli ha affidato la fascia che l‘ex Sambenedettese ha portato sul braccio nelle 28 apparizioni stagionali, Baluardo della linea difensiva a 3 degli irpini, Miceli ha passato una vita tra C e D dimostrando di essere un classico difensore affidabile di categoria.

Ad accompagnare il ruolo dei capitani ci sono gli altri leader senza fascia: Aloi, De Francesco e Maniero da una parte si contrappongono a Frattali, Maita ed Antenucci. Calciatori che per carisma e leadership sanno farsi sentire sia quando chiamati a far correre il pallone che quando c’è da dire qualcosa.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 08 aprile 2021 alle 21:00
Autore: Alessio D'Errico
Vedi letture
Print