Per il Bari sta per concludersi la prima settimana vissuta da campione d’inverno. La sconfitta del Palermo contro il Catania, già prima che andasse in scena al San Nicola il derby dei due mari, dominato dai biancorossi con il Taranto, ha infatti decretato questo importante verdetto domenica scorsa. Un titolo certamente platonico ma comunque molto indicativo, visto che negli ultimi due anni ad esserselo aggiudicato sono state la Reggina e la Ternana, poi effettivamente vincitrici del girone C.
Un evento, quello della conquista della testa della classifica al termine del girone d’andata, non nuovo nell’ultracentenaria storia del Bari, che però non se lo godeva davvero da diverso tempo tra i professionisti. Partendo dall’origine della Serie A a girone unico (1929/30), ed escludendo le annate tra i dilettanti (come la 2018/19 in Serie D, con il Bari capolista al giro di boa con un vantaggio di nove punti sulla Turris) e quella 1945/46 (i tornei Campionato Alta Italia, Campionato Serie A-B Centro-Sud e girone finale nazionale), questa è solo la sesta volta - la prima nell’era dei tre punti - che il Bari può fregiarsi di essere campione d’inverno. Ma quale fu l’esito di quelle passate stagioni?
L’esempio più recente avvenne nel 1983/84 in Serie C1. Il Bari di mister Bolchi, capace di guadagnare una storica semifinale in Coppa Italia contro l’Hellas Verona dopo aver battuto la Juventus e la Fiorentina, chiuse il girone d’andata con 24 punti, a due lunghezze di vantaggio sulla diretta concorrente: la Virtus Casarano. Tuttavia, l’obiettivo della promozione fu raggiunto insieme ad un’altra squadra pugliese, il Taranto, a -3 dai galletti (45 punti).
Lo stesso distacco della prima parte del campionato ci fu anche nella Serie C 1976/77, con il Bari a quota 27 che era inseguito dalla coppia Crotone-Paganese. Il primo posto, l’unico utile per il salto di categoria, venne confermato dai biancorossi (54), che addirittura aumentarono la differenza di altri quattro punti sulla Paganese seconda.
Nel 1975/76, invece, regnò un grande equilibrio al termine del girone d’andata: appaiate al primo posto figurarono Bari e Sorrento a 26 punti, con Benevento e Lecce immediatamente alle loro spalle. Pur avendo perso lo scontro diretto con i costieri, a strappare il titolo di campione d’inverno furono proprio i galletti, grazie ad appena un gol in più nella differenza reti. La medesima fortuna, però, non si ripeté alla fine e sfumò così l’accesso in cadetteria: a festeggiare fu il Lecce che rimontò con i suoi 55 punti, a +5 dal Bari terzo.
Nel 1966/67, l’ultimo precedente in Serie C, il Bari (26) riuscì ad allontanare la vetta di tre punti dall’Avellino. Un divario che divenne ancora più pesante a fine campionato, con i lupi biancoverdi distanti ben sette lunghezze dai galletti (48).
L’unico caso in cui il Bari si laureò campione d’inverno in Serie B fu nel 1941/42, quando fu avanti di misura sul Vicenza, fermo a quota 25. Questo vantaggio raddoppiò al tramonto della stagione, con il Bari (49) che ottenne la Serie A in compagnia dei berici.
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