L’1-1 maturato all’Euganeo contro il Padova lascia una sensazione doppia in casa Bari: da un lato la consapevolezza di essere vivi, dall’altro la frustrazione per una classifica che continua a fare paura. I biancorossi restano penultimi, a quattro punti dalla zona salvezza, e il margine di errore si assottiglia sempre di più.

Il pareggio in Veneto racconta di una squadra che ha saputo reagire allo svantaggio, trovando il pari con Piscopo e mostrando, a tratti, maggiore intensità e voglia rispetto alle ultime uscite. Non è un dettaglio, perché nelle scorse settimane il Bari aveva spesso dato l’impressione di smarrirsi al primo colpo subito. Stavolta, invece, la risposta è arrivata. E nel finale, con le occasioni costruite e la pressione costante, si è intravista anche la possibilità di qualcosa in più.

Eppure non basta. Perché se è vero che la squadra di Longo ha evidenziato qualche progresso sul piano caratteriale, restano le solite pause, i momenti di difficoltà nella gestione della partita e una concretezza sotto porta che continua a latitare. I biancorossi creano, ma capitalizzano poco. E in una lotta salvezza ogni episodio pesa come un macigno.

La classifica, impietosa, ricorda che il tempo stringe. Quattro punti dalla zona salvezza non sono un abisso, ma nemmeno un dettaglio trascurabile. Servono vittorie, non solo buone prestazioni. Servono continuità e maggiore solidità difensiva, perché troppo spesso il Bari è costretto a rincorrere.

Il punto dell’Euganeo può rappresentare un piccolo mattoncino su cui costruire la risalita, ma la strada resta in salita. I segnali di risveglio ci sono, si intravedono nelle reazioni, nell’atteggiamento di alcuni singoli, nella capacità di restare in partita fino all’ultimo minuto. Ora però serve il salto di qualità definitivo. Perché la salvezza non aspetta e il Bari non può più permettersi di rimandare.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 14:00
Autore: Antonio Testini
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