Qualcuno ha definito la giornata di ieri: miracolo a Cesena. Di sicuro, il Bari visto ieri in Romagna è sembrata essere improvvisamente una squadra vera, capace di soffrire e di incassare, per poi colpire come un serpente a sonagli, portando cosi a casa l'insperato successo e tre punti fondamentali e pesantissimi per ricominciare a marciare. Una delle note più liete è aver finalmente visto un calciatore troppo spesso messo ai margini da chi ha preceduto Longo e che oramai sembrava completamente fuori dal progetto Bari. Si tratta di Emanuele Rao.

Il giovane giocatore, proveniente dal Napoli (che a sua volta lo ha prelevato dalla Spal) e venuto a Bari per crescere, era stato presentato come un prospetto importante su cui costruire il Bari del futuro. Tante belle parole ma la sensazione di vedere ancora una volta un talento bloccato, un fiore bello ma sbocciante a fatica. La solita sindrome della gioventù castrata. Magicamente, arriva Moreno Longo e Rao torna titolare. Il tecnico biancorosso, tornato sulla panchina che ha ben conosciuto l'anno scorso, decide di ripartire proprio dal giovane talento nativo di Rovereto. Il risultato è noto a tutti. Il gol realizzato ieri al Cesena è una sintesi di imprevedibilità, velocità e qualità tecnica che ha fatto letteralmente impazzire i difensori della compagine romagnola. Tutta la prestazione di Rao è stata gagliarda, presente a sé stessa, dando quasi l'impressione di comunicare all'esterno che lui c'era e c'è sempre stato ma, troppo spesso, messo in naftalina. 

Emanuele Rao nasce nel mito di Lorenzo Insigne che, proprio per caratteristiche e statura, sembra davvero somigliare al calciatore trentino. Non è un caso che il tecnico Francesco Baldini, parlando di lui, lo abbia proprio definito come la copia perfetta di Insigne. Non è escluso che lo stesso Rao si ispiri proprio all'ex capitano del Napoli e campione d'Europa con la maglia azzurra nel 2021. Le sue caratteristiche sembrano proprio ricalcare il percorso di crescita di Insigne. Un'ala pura che ama rientrare e calciare con il destro, dribblare gli avversari, creare superiorità numerica sulla fascia e fornire assist ai suoi compagni. E se poi ci capita anche un golletto (come ieri a Cesena) tanto meglio.

Ma c'è anche un particolare personale che non va mai dimenticato. Si tratta della convivenza con il diabete da lui stesso descritto pubblicamente ma che non ha mai troppo condizionato la sua attività agonistica. Grande supporto è sempre venuto dalla famiglia e da chi ha gestito questa condizione di salute indubbiamente complessa. Nonostante ciò ha perseverato nel sogno di diventare calciatore e di raggiungere i propri obiettivi. 

Chissà che da ieri a Cesena sia rinato un talento. Moreno Longo gli ha dato fiducia, dimostrando di credere nelle capacità del ragazzo che, probabilmente, troppo spesso non è stato considerato nelle gerarchie precedenti. Se il Bari ha ritrovato un giocatore importante e decisivo lo scopriremo nelle prossime partite. Di sicuro, ieri a Cesena è tornato un giocatore, nell'auspicio per tutti i tifosi biancorossi che sia un nuovo inizio per Rao e per tutto il Bari. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 25 gennaio 2026 alle 17:00
Autore: Maurizio Calò
vedi letture
Print