La testa del Bari è già proiettata alla prossima Serie C. Questo è quanto emerge in maniera inequivocabile dalla conferenza di ieri del triumvirato biancorosso. La conferma di Scala ma soprattutto di mister Cornacchini rappresenta un primo passo tanto importante quanto significativo. Nel corso dell'incontro con i giornalisti, uno dei temi principali è stato quello relativo alla qualità di gioco espressa dalla squadra in campionato.

Per la prima volta in stagione si è parlato delle tante critiche a riguardo in maniera costruttiva. La linea dei protagonisti è stata univoca: uno stimolo a fare meglio. Il presidente De Laurentiis ha speso tante belle parole per l'uomo Cornacchini, riponendo in lui totale fiducia e apprezzamento nell'operato svolto. Non è passata però inosservata la battuta delle "palle quadrate", che il tecnico dovrà dimostrare di avere anche in C davanti alle opinioni divergenti di media e tifosi (e il clima potrebbe essere più pesante, vista la posta in palio). Dalle dichiarazioni risulterebbe quasi che il rinnovo sia stato concesso per una promozione della persona (inteso anche come gestore) e non solo in termini squisitamente tecnici. Una scelta poco usuale ma non paradossale visti gli obiettivi della dirigenza.

Cornacchini, inoltre, si è poi esposto personalmente sulla questione del bel gioco: promettendo dei miglioramenti anche per riavvicinare i tifosi dalla sua parte. Evidente, dunque, anche la consapevolezza dell'ex attaccante nei confronti del malcontento della piazza, contenuto nell'arco del campionato grazie alle tante vittorie. In Serie C, a prescindere dal valore della squadra, sarà più difficile raccogliere le stesse serie di risultati positivi (come i 19 consecutivi di questa stagione) così come il raggiungimento del primo posto.

Il salto di categoria non comporta un automatico miglioramento delle prestazioni. Fondamentale sarà agire in fase di costruzione della rosa. Servirà probabilmente un restyling in determinate zone del campo, su tutte la mediana, priva di un vero e proprio regista in grado di dettare i tempi alla squadra. Eccetto il reparto avanzato, il Bari appare privo di gente dai piedi buoni, come ad esempio sugli esterni difensivi, dove ora ci sono tanti giovani di belle speranze ma non così precisi in fase di cross o d'impostazione. Sicuramente il lavoro del mister sarà però agevolato dallo svolgimento di una preparazione atletica adeguata, a differenza della scorsa estate. La conseguente riduzione dei cali fisici nel corso del campionato dovrà però essere accompagnata da una chiara organizzazione di gioco: spesso in D sono mancate le idee

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 17 Maggio 2019 alle 20:30
Autore: Gianmaria De Candia
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