Quel maledetto 22 maggio, giorno della retrocessione in C, sembrava che il Bari avesse toccato uno dei punti più bassi della sua storia recente. Da allora, invece, è partita un'escalation dell'orrore che non sembra avere fine.

Prima la querelle sindaco-proprietà per la questione stadio, poi concesso, poi la formazione del Comitato di Garanzia adibito a vigilare sulla proprietà e la nomina, arrivata solo pochi giorni fa, di direttore e allenatore. Una squadra completamente da ricostruire, che si appresta a partire ,a giorni, per un dubbio ritiro, e un ds non ancora nominato.

L'ultima notizia riguarda la richiesta della Procura per la liquidazione giudiziale e il rischio fallimento per la società biancorossa. Domani ci sarà la conferenza stampa di presentazione di direttore e allenatore, a cui non parteciperà una parte massiccia del giornalismo barese. Se le accuse, poi, dovessero decadere e il Bari dovesse rimanere in C, allora sarebbe in clamoroso ritardo per provare la già difficile impresa di ricostruire una squadra dalle fondamenta. E nel mentre, le altre, avranno già scavato un solco con il Bari. In quello che è probabilmente il girone più difficile della C. L'allenatore potrebbe trovarsi, inoltre, a dover lavorare sul nulla in ritiro, in quello che è uno snodo cruciale per le stagioni calcistiche.

Un copione già visto e rivisto. Che dire, a Bari non c'è mai fine al peggio. E questo peggio ha nomi e cognomi

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 08 luglio 2026 alle 22:00
Autore: Armando Ruggiero
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