Si prospetta un'estate torrida su Bari. Non è però, come può sembrare, una previsione meteorologica. Tra poco più di un mese si potrebbero riprendere i campionati di calcio, con le squadre chiamate a giocare ogni tre giorni e finire i tornei. Un tour de force senza precedenti, che per il Bari si arricchirebbe anche della coda play-off, un'ulteriore competizione che dilungherebbe i tempi fino a fine luglio, periodo nel quale fino all'anno scorso le squadre completavano i ritiri pre-campionato e i tifosi erano nel pieno delle vacanze. L'altra ipotesi sarebbe quella di sospendere i campionati, con tutta la questione sulle promozioni da snocciolare. I De Laurentiis sarebbero vigili, pronti a battersi su ogni tavolo per veder essere rispettati i propri diritti. Anche in questo scenario, i tempi e la burocrazia da eseguire, si dilungherebbero fino ad estate inoltrata, rendendola bollente.

Sembra allora che i tifosi biancorossi siano colpiti da una maledizione. Ogni due estati, infatti, ne succedono di cotte e di crude, con vicende e situazioni che tengono il tifoso col fiato sul collo. Basti pensare all'estate 2018, periodo assai infelice nel quale la FC Bari di Giancaspro fallì. Le vicende sono note a tutti: il molfettese, al termine del campionato perso ai play-off con i 2 punti di penalizzazione e l'inversione di campo, non riuscì ad effettuare la ricapitalizzazione della società, dopo aver pagato regolarmente gli stipendi. Circa 4 milioni la cifra da versare. Giancaspro si chiuse nel muro di silenzio, trascinando di fatto sè e il Bari nell'abisso del fallimento, ufficializzato il 16 luglio.

Due estati prima la situazione non era tanto migliore. Gianluca Paparesta, reduce dal flop Datò Noordin, si apprestava agli inizi di giugno a dover effettuare la ricapitalizzione societaria. La cifra necessaria all'operazione non fu mai trovata dall'ex arbitro, nonostante le rassicurazioni a tifosi e stampa. E così fu Giancaspro stesso che, la notte del 21 giugno 2016 - quasi come nella famosa notte dei lunghi coltelli -, versò la cifra richiesta e mise le mani sul Bari. Senza l'intervento del molfettese, il Bari sarebbe fallito.

Nel 2014 la maledizione si abbatté invece sul campo. Dopo i mesi tribolati in cui l'AS Bari fu dirottata al fallimento pilotato, il 23 maggio Gianluca Paparesta rilevò la società all'asta. La squadra contemporaneamente, spinta da una città intera, si garantì l'accesso ai play-off. Dopo aver battuto il Crotone, la doppia sfida col Latina fu fatale. Un altro momento di estrema tristezza, una stagione, passata alla storia poi come la meravigliosa stagione fallimentare, che vide un miracolo sportivo sfumato sul più bello.

Finita qui? Macché. Nell'estate 2012, l'AS Bari dei Matarrese patteggiò nelle indagini di "Scommessopoli", ricevendo una penalizzazione di 5 punti in classifica da scontare nel torneo e un'ammenda di 80.000 euro. E così la società si ritrovò in una situazione negativa finanziaria, da cui poi discendono le vicende sopra riportate.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 07 aprile 2020 alle 23:00
Autore: Claudio Mele
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