Tra una settimana scatterà il calciomercato invernale e, se da un lato gennaio è storicamente il mese della speranza, dall’altro per il Bari rappresenta anche il ricordo di scelte sbagliate e occasioni clamorosamente mancate. Non sempre il mercato di riparazione ha portato soluzioni ai problemi della squadra: in più di un’occasione, anzi, gli interventi invernali hanno finito per aggravare situazioni già compromesse, tra flop tecnici, investimenti sbagliati e aspettative tradite. Ripercorriamo dunque i peggiori acquisti invernali della storia recente del Bari.

Non si può che cominciare con la campagna acquisti dello scorso inverno. Gaston Pereiro e Nicholas Bonfanti arrivarono a Bari con aspettative importanti, soprattutto sul piano offensivo. Nessuno dei due, però, è riuscito a imporsi: Bonfanti ha faticato a trovare spazio e continuità, mentre Pereiro, ancora oggi in rosa, rappresenta un peso significativo sul bilancio senza aver mai garantito un rendimento all’altezza del suo ingaggio.

Ancora peggio si è fatto nel gennaio del 2024, con quella che fu una delle più deludenti campagne trasferimenti in assoluto. La squadra, che stava già disattendendo le aspettative della piazza, aveva un bisogno disperato di rinforzi per rilanciarsi. L’allora direttore sportivo Ciro Polito decise di intervenire in ogni reparto: in difesa arrivò Abdoul Guiebre, a centrocampo Karlo Lulic, mentre davanti furono presi Yayah Kallon e soprattutto George Pușcaș, individuato come colpo principale del mercato. Alla luce dei fatti, però, tutti e quattro si sono rivelati flop clamorosi, incapaci di incidere minimamente sul rendimento della squadra e simbolo di un mercato completamente fallito.

Un paio d’anni prima, nella stagione della promozione dalla Serie C alla B, il Bari si mosse in maniera complessivamente efficace tra estate e inverno. Tuttavia, nella campagna di gennaio, fece ritorno in biancorosso – per la quarta volta in carriera – Cristian Galano. A differenza delle precedenti esperienze, però, questa fu nettamente la più deludente: in un anno e mezzo collezionò poco più di dieci presenze senza segnare nemmeno un gol, risultando di fatto un corpo estraneo alla squadra.

Del primo anno in Serie C dopo il fallimento, va invece ricordato il nome di Rocco Costantino. Arrivato in Puglia con buone credenziali, il centravanti svizzero non riuscì mai a incidere: appena quattro presenze complessive, una delle quali coincise con la sfortunata finale playoff persa contro la Reggiana. Un passaggio rapido e sostanzialmente invisibile.

Infine, tornando più indietro nel tempo, è impossibile non citare la stagione della retrocessione dalla Serie A alla B con Giampiero Ventura prima e Bortolo Mutti poi. Nella finestra invernale di quell’annata arrivarono a Bari diverse meteore: Kamil Kopúnek, Erik Huseklepp e Gergely Rudolf, ai quali si aggiunsero giocatori più esperti come Stefano Okaka e Simone Bentivoglio. Nessuno di loro riuscì minimamente a invertire la rotta e i biancorossi chiusero il campionato all’ultimo posto, anche a causa delle ben note vicende extra-campo.

Una lunga lista di errori che pesa ancora nella memoria dei tifosi. Alla vigilia del mercato invernale 2026, la speranza è che il Bari riesca finalmente a imparare dal passato, evitando di ripetere scelte che, troppo spesso, hanno trasformato gennaio da occasione di riscatto a simbolo di fallimento.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 26 dicembre 2025 alle 10:00
Autore: Antonio Testini
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