Daniele Fortunato, ex centrocampista biancorosso nel 1991-‘92, attuale allenatore delle giovanili dell’Arzignano Valchiampo, non ha dimenticato la sfortunata stagione trascorsa in Puglia. Una compagine allestita per puntare all’Europa, con gli acquisti di Platt, Boban e Jarni, che retrocedette mestamente in B.

Il cinquantasettenne, in esclusiva ai nostri microfoni, rammenta i particolari di quell’annata, caratterizzata per lui, da 23 presenze, con 2 reti: “Credo che la squadra non fosse completa, nell’organico. Ci mancava un attaccante vero. Fu fondamentale, in negativo, il grave infortunio a Joao Paulo, contro la Sampdoria, alla terza giornata di campionato. Il brasiliano non fu mai sostituito, e per noi era un giocatore importantissimo. Fu anche tagliato Farina, una punta discreta, e venne preso Jarni, un terzino. Lottammo fino alla penultima giornata, ma non bastò. Le aspettative erano diverse. Anche il cambio d’allenatore dopo cinque partite fu devastante, insieme all’addio del direttore sportivo Janich.”

Quell’incredibile debacle, insomma, non ebbe un solo responsabile: “Fu colpa di tutti. Iniziammo con Salvemini, e dopo trenta giorni arrivò Boniek, che non era un tecnico pronto per la A. Dal punto di vista ambientale, dopo l’entusiasmo iniziale, fu tutto ancora più difficile, con la contestazione. Un pubblico di quel livello meritava ben altro. Per me fu una sofferenza non riuscire ad ottenere risultati in biancorosso. La mia famiglia è originaria di Andria.”

Ci furono, insomma, circostanze sfortunate, ma anche delle avversarie molto attrezzate:  "Bari per me è stata importante, e molti componenti di quella squadra hanno fatto una grande carriera. Il che vuol dire che non tutte le scelte furono sbagliate. Purtroppo, il campionato di massima serie, all’epoca, era di altissimo livello: l’Inter di Klinsmann e Brehme, il Milan di Van Basten, la Fiorentina di Batistuta, la Samp di Vialli e Mancini. Lo stesso Cagliari, che lottò fino alla fine per non retrocedere, aveva Mazzone in panchina, e Francescoli e Fonseca in campo. Noi, anche a livello societario, cambiammo tutto dopo un mese, e vennero fatti degli errori.”

I destini di Fortunato e dei galletti si incrociarono di nuovo, nella stagione 2011-2012. “Ero allenatore dell’Albinoleffe e il Bari causò anche il mio esonero, vincendo 2-0 contro di noi, in trasferta. Mi licenziarono quando ero in piena lotta per la salvezza, con un gruppo di ragazzi giovani, dall’età media di appena 22 anni. Però, al S. Nicola, all’andata, vincemmo 3-2.”

 Sull’attualità, il mister si esprime chiaramente: “Gestire questa pausa è difficile, ma ripartiranno tutti insieme, allo stesso livello, con una preparazione ad hoc. Le settimane prima dello stop sono state gestite male, dal punto di vista organizzativo. Siamo arrivati a provvedimenti assurdi, con alcune partite rinviate, altre giocate a porte chiuse, e qualcuna con il pubblico. Sarebbe stato giusto fermare tutto prima. Ora, gli atleti sono professionisti seri, e si faranno trovare pronti. Ritengo che la salute venga prima di tutto, e conta solo lei, in un momento come questo.”   

Sezione: Amarcord / Data: Mar 31 marzo 2020 alle 19:00
Autore: Giovanni Gaudenzi
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