Quanto piace la Serie D: bei gesti e sportività. Rivalità solo in campo, il fallimento è già lontano

01.10.2018 17:15 di Davide Giangaspero  articolo letto 11546 volte
Quanto piace la Serie D: bei gesti e sportività. Rivalità solo in campo, il fallimento è già lontano

Ci sono scatti che vanno oltre il bel rotolare del pallone. Il primo verdetto della Serie D arriva dopo appena tre giornate di campionato ed è tutto nel clima ambientale di festa che sta riuscendo nell'impresa di superare, in bellezza, l'eccellente spartito tecnico fin qui messo in campo dai ragazzi di Cornacchini. Dall'emozionante esordio al buio, a tratti vintage nel ricorso alle radioline, di Messina, allo striscione dei tifosi della Cittanovese, passando per la Sancataldese: bei gesti, semplicità e tanta sportività hanno caratterizzato il cammino fin qui. Questa Serie D piace e non poco per i rapporti sani, e le rivalità composte di club che hanno accolto il Bari nel loro girone senza gelosie.

"Un onore giocare contro il Bari", "Partita storica", le frasi generate a più riprese dagli avversari che hanno fin qui accompagnato vigilie e immediati post-gara. Per non parlare dei tifosi, pronti a macinare chilometri per vedere le proprie squadre cimentarsi nel grande impegno.

Ora, la verità sorprendente e c'è chi inizia a trovare persino piacere, in una piazza calda ed esigente come Bari, nella fresca aria che si respira a queste latitudini. Sarà per l'esercizio di geografia sulle tante realtà sconosciute, che tiene lontani i cattivi pensieri e allena la curiosità, fatto sta che il fallimento è oggi già superato. Forse, dopo anni di grandi tensioni, c'era proprio bisogno di riconciliarsi con la parte più pura di questo sport. Il bello del calcio, anche in basso, che riporta a concetti di sano fair play. Sembra la Premier League, sono invece "soltanto" i campi polverosi di un girone a forti tinte sicule e calabre, con sprazzi campani e un'unica (ma fortissima) spruzzata di biancorosso pugliese. Quanto piace oggi la Serie D.