Quest'anno il Bari si troverà ad affrontare i playoff per la quarta volta nella sua storia recente, a distanza di due anni dall'ultimo tentativo fallito nella sfida disputata in Veneto contro il Cittadella. Lo scenario questa volta è diverso, perché in palio c'è la B e non la massima serie, ma c'è un altro aspetto che è cambiato rispetto agli anni passati: la mentalità e l'animo con cui la piazza biancorossa si sta avvicinando all'appuntamento più importante della stagione.

Perché nei passati campionati il Bari si approcciava a queste sfide con un background decisamente diverso. A dominare non c'era la speranza, bensì la frustrazione dovuta ai continui fallimenti che, salvo una brevissima parentesi ad inizio decennio, hanno caratterizzato tutto il ventunesimo secolo a tinte biancorosse. Quasi un Millenium Bug tutto calcistico, che in vent'anni ha abbattuto ogni speranza di una città che sino ad allora aveva iniziato a cullare l'ipotesi di un radioso futuro per squadra e città.

E così le ultime due eliminazione ai playoff hanno avuto un impatto enormemente amplificato dalla delusione di massa. C'è una certezza, quest'anno non sarà così, e comunque andrà Bari potrà guardare al futuro con speranza e orgoglio. Chiaro, questo non implica che nell'ipotesi di una eliminazione, al momento non contemplata da nessuno, la delusione non dilagherà, ma l'umore sarà comunque diverso.

Perché la nuova dirigenza ha restaurato l'orgoglio dell'intera città, ora nuovamente al centro del panorama calcistico nazionale. La speranza di tutti è quella di non perdere tempo e centrare subito la B, ma in caso contrario a dominare è una certezza: ci si riproverà l'anno prossimo, con egual entusiasmo. Usando in maniera metaforica le parole del cantautore Guccini, a Bari dopo tanti anni l'arrivo dell'inverno sarà solo il preludio per l'attesa di una nuova, e felice, estate.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 08 luglio 2020 alle 19:00
Autore: Raffaele Digirolamo
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