Nell'intervista rilasciata a RadioBari nell'appuntamento quotidiano di Tb Sport il bianco e il rosso, il capitano del Bari Raffaele Pucino condanna l'errata gestione del risultato nel finale di gara contro il Mantova, in cui è mancata intelligenza e cattiveria agonistica: "Il mister ci ha tenuto a farci presente che un secondo tempo del genere in questa situazione non si può fare. Soprattutto contro un avversario nella nostra stessa situazione, quei punti erano troppo importanti. Ha detto determinate cose perché le ha viste, le abbiamo analizzate e abbiamo espresso le nostre sensazioni. Il nostro modo di giocare ci porta a perdere energie nel finale. Però dove non ci arrivi con le gambe, puoi arrivarci con la testa. Dobbiamo crescere tanto nel leggere i momenti. Io sono dell'idea che se non fai, perdi in partenza. Dobbiamo provarci in qualche modo. Io prendo come esempio il secondo tempo, dove è venuto a mancare un po' tutto. È mancato il coraggio nel fare qualcosa in più. Negli ultimi venti minuti loro ci provavano più di noi e in quel momento dovevamo avere l'intelligenza nel portare a casa il pareggio".

Il difensore biancorosso si assume la responsabilità di compattare il gruppo e stimolare tutti i giocatori nell'impegnarsi al massimo per centrare il comune obiettivo della salvezza: "Dobbiamo capire che è troppo importante. Ci sarà da lottare e battagliare fino alla fine. Mi impegnerò personalmente per coinvolgere tutti a dare il 110%. C'è da raggiungere un obiettivo troppo importante. Sul fatto che il Bari meriti altre categorie, non c'è dubbio. Dobbiamo essere tutti bravi a prendere coscienza del momento, chi non l'ha fatto è problematico. Se mi accorgessi che c'è qualcuno che non si è reso conto della situazione in cui ci troviamo, è meglio perderlo e non portarlo insieme in guerra". 

Ed ancora la sua opinione sulla condizione fisica della squadra e sul rapporto con i più giovani: "Sotto l'aspetto fisico, cambiare tre metodologie di lavoro non è facile. Non giudico i lavori dei mister precedenti perché tutti fanno qualcosa secondo una propria logica. Noi ora ci dobbiamo calare solo nelle richieste dell'allenatore sapendo che ha un gioco dispendioso. Però spesso il mister ci dice che ci sono letture personali e la sensazione fisica la puoi sapere solo tu. Dobbiamo crescere perché le qualità le hanno tutti i ragazzi. Le difficoltà sono nel tirarle fuori. Non c'è più tempo, dobbiamo porci obiettivi sia a breve che a lungo termine. A 35 anni il mio obiettivo è restare qui e mantenere la categoria. Per un giovane retrocedere a Bari sarebbe una macchia in una carriera che rimane per sempre. Io anche quando non ero capitano, parlavo con i compagni e facevo discorsi. Prima c'erano i senatori che dicevano cose senza badare ai modi. Ora il calcio è cambiato ed i giovani di oggi vanno presi diversamente. Quindi devi trovare la strada giusta perché la nuova generazione fa fatica a recepirla quella di una volta".

Pucino comprende la frustrazione del nuovo ds Valerio Di Cesare, che è la stessa vissuta anche da lui in prima persona: "So la sofferenza provata da Di Cesare in questi mesi. Quando non puoi dare una mano sul campo, è ancora più brutto. Dobbiamo capire che la matematica non ci ha ancora condannato. La gioia provata a Cesena dobbiamo farla nostra per tornare a vivere quei momenti belli. Anche i tifosi fanno sacrifici per venirci a vedere in trasferta. Io mi sono scocciato di passare giornate a casa a pensare sempre al risultato e a cosa fare di più. Dobbiamo vivere con questa ossessione in questi mesi".

Ed infine una considerazione sui prossimi immediati impegni, a partire dall'appuntamento infrasettimanale casalingo contro lo Spezia: "Meglio tornare subito in campo in una partita così che ci può dire tanto. È una grande prova, soprattutto dopo la brutta mazzata di Mantova. Spesso più è forte il cazzotto che prendi più devi essere bravo a rialzarti e reagire. Dobbiamo capire che il momento è quello che è, ma anche per la gente è inutile restare lì arrabbiata. Tutti insieme dobbiamo lottare per l'obiettivo finale. Io posso garantire che ce la metteremo tutta fino alla fine. Chiedo una mano a tutti quanti. Capisco l'arrabbiatura, ma dobbiamo uscirne tutti insieme". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 15:30
Autore: Cesare De Pasquale
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