Il Bari manca l’appuntamento più delicato della stagione e cade nello scontro diretto per la salvezza contro il Mantova, rimediando l’ennesima battuta d’arresto di un campionato che continua a regalare poche certezze. Una sconfitta pesante, maturata al termine di una prestazione complessivamente insufficiente, in cui i biancorossi partono con discreta intensità ma finiscono per spegnersi progressivamente, mostrando limiti fisici e tecnici che alla lunga risultano determinanti.

Tra i volti nuovi, l’unico a lasciare un segnale concreto è Odenthal. All’esordio assoluto in biancorosso il difensore si rende subito protagonista trovando la via del gol in due occasioni: la prima rete viene annullata, la seconda è invece regolare e consente al Bari di ristabilire momentaneamente l’equilibrio. Un debutto incoraggiante, fatto di personalità. Il suo pomeriggio, però, si interrompe prematuramente a causa di un problema fisico che lo costringe a lasciare il campo, privando la squadra dell’unico elemento realmente incisivo.

Per il resto, il contributo dei nuovi arrivati è ben al di sotto delle aspettative. Piscopo, chiamato a dare fantasia e qualità tra le linee, stecca la prova: impreciso, poco lucido nelle scelte e spesso in difficoltà nella gestione del pallone. Mantovani, al rientro dopo un lungo stop, paga inevitabilmente la mancanza di ritmo partita e finisce per perdere Mancuso nell’azione che porta al gol del vantaggio mantovano.

De Pieri resta ai margini del match, senza mai riuscire a entrare davvero nel vivo del gioco. Esteves prova a scuotere i compagni con qualche iniziativa personale, ma le sue accelerazioni risultano prevedibili e vengono facilmente contenute dalla retroguardia avversaria. Cuni, inserito per dare peso e soluzioni a un attacco sterile e in evidente difficoltà, tenta di lavorare di sponda ma resta troppo spesso isolato, senza il necessario supporto del centrocampo.

Il Bari esce dal campo con il morale sotto i tacchi e una classifica che si fa sempre più preoccupante. Una sconfitta che pesa doppio perché arriva contro una diretta concorrente e conferma le fragilità di una squadra ancora lontana da un’identità precisa. Il tempo per reagire c’è, ma servirà ben altro spirito se si vuole evitare un finale di stagione pieno di sofferenza.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 08 febbraio 2026 alle 12:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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