Il problema è ormai sotto gli occhi di tutti: il Bari non segna. Nelle ultime quattro partite sono arrivate tre sconfitte e una sola vittoria, con appena tre gol realizzati. Un rendimento insufficiente che continua a pesare su risultati e classifica, certificando le difficoltà strutturali del reparto offensivo. 

Le uniche reti da parte dell’attacco sono arrivate nel successo contro il Cesena, firmate da Moncini e Rao. Un episodio isolato, rimasto senza seguito. Nelle due gare successive il reparto offensivo biancorosso è tornato a spegnersi, incapace di incidere e di creare reali pericoli negli ultimi metri. La manovra resta lenta e prevedibile, il pallone arriva raramente in area con qualità e manca quella cattiveria necessaria per trasformare le occasioni in gol. Gli attaccanti faticano a entrare nel vivo del gioco e, troppo spesso, finiscono per scomparire dalla partita. 

Il dato più allarmante è ormai ufficiale: il Bari ha il peggior attacco del campionato. Un limite pesante in una Serie B equilibrata, dove ogni rete può indirizzare una stagione. Moncini non ha dato continuità, Rao ieri è apparso in sofferenza, mentre il nuovo arrivato Piscopo, chiamato ad ampliare le soluzioni offensive, ha mostrato segnali tutt’altro che incoraggianti.

Senza gol, ogni partita diventa una corsa a ostacoli. Il Bari resta aggrappato agli episodi, ma senza un attacco capace di incidere con regolarità, il rischio di scivolare definitivamente nella zona più calda della classifica è sempre più concreto. Perché nel calcio la regola è semplice: chi non segna, non vince. E il Bari, oggi, continua a pagarne le conseguenze.

Sezione: News / Data: Dom 08 febbraio 2026 alle 14:00
Autore: Martina Michea
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