Ancora una volta è stato lui lo spartiacque della gara. Lui, Adrian Stoian, la furia, il cavallo dell'Est, vista la zazzera equina. Fin quando ha avuto benzina il rumeno ha fatto correre in pista il Bari a velocità supersonica: poi via via ha perso incisività e Torrente l'ha tolto. Scelta giusta? No, perchè uno come il rumeno, anche da morto, è capace di cambiare una partita con una giocata. E poi, vista la reazione piuttosto stizzita al momento del cambio, Adrian l'imperatore non doveva essere così stanco.

In ogni caso, non ce la sentiamo di mettere in croce Torrente. Nonostante tutti i casini che gravitano attorno alla squadra, l'allenatore sta riuscendo nell'intento di dare un gioco alla propria creatura. Il rammarico di oggi è proprio questo: che nonostante la mole di gioco prodotta non si è portato a casa il bottino pieno. Per larga parte della gara il Bari ha infatti sciorinato buon calcio. De Falco, bravo sia a impostare che negli inserimenti, è sempre più padrone del centrocampo biancorosso; Forestieri, pur senza fare nulla di eclatante, ha duettato bene sia con Stoian che con Caputo, oggi al suo settimo sigillo. Tra i meno positivi di oggi, invece, il timido Bogliacino e Garofalo, l'unico biancorosso ad essere calato rispetto ad inizio stagione. Ma al di là delle prestazioni dei singoli musicisti l'orchestra oggi ha suonato a dovere per buona parte del match.

"Abbiamo speso molto in queste settimane", ha dichiarato Torrente nel dopo-partita per giustificare il vistoso calo atletico dei suoi nella seconda parte di gara. Ed ha ragione. La speranza del popolo biancorosso è che quanto di buono visto nelle ultime tre gare non sia un fuoco di paglia. Che, insomma, l'obiettivo play-off sia ancora alla portata. Di tempo per recuparare i cinque punti dal sesto posto ce n'è. E il tempo, si sa, è galantuomo.

 

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 05 febbraio 2012 alle 08:15
Autore: Diego Fiore
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