Siamo all’8 gennaio, quasi a un terzo del mese, e il mercato del Bari continua a scorrere lento. Lentissimo. Ad oggi l’unico volto nuovo ufficiale è quello di Andrea Cistana, innesto importante ma insufficiente se rapportato alle necessità evidenti di una squadra in piena difficoltà. Dovrebbero arrivare anche i giovani Stabile e De Pieri dalla Juve Stabia, prodotti del settore giovanile dell’Inter, profili di prospettiva più che soluzioni immediate, ma chi si aspettava una squadra già profondamente rinforzata — o almeno rimpolpata — in vista della trasferta di Carrara dovrà fare i conti con una realtà ben diversa.

La sensazione di preoccupazione è palpabile. La si respira nell’ambiente, sugli spalti, tra i tifosi, e non viene nemmeno nascosta dal tecnico. Vincenzo Vivarini, nella conferenza stampa odierna, ha usato parole chiare, riconoscendo implicitamente come il tempo stia diventando un fattore critico. Il campionato corre, la classifica preoccupa e il Bari non può permettersi di aspettare troppo a lungo.

Sul piano strategico, la linea della società resta comunque definita: intervenire in maniera decisa in difesa e in attacco. Ma tutto, o quasi, sembra essere subordinato alle uscite. In difesa, dopo l’arrivo di Cistana e quello imminente di Stabile, la chiave per sbloccare ulteriori operazioni è rappresentata dalla possibile partenza di Francesco Vicari. Il capitano, ormai scivolato indietro nelle gerarchie, potrebbe accasarsi al Mantova, liberando spazio e risorse per un ulteriore innesto. Un nome che piace molto, sia alla dirigenza che all’allenatore, è quello di Davide Veroli del Palermo, ma al momento la trattativa è considerata non fattibile per condizioni economiche e formula.

Situazione simile sul fronte offensivo, dove il Bari continua a cercare un rinforzo in grado di dare peso e concretezza a un reparto che vive troppe difficoltà. Il profilo individuato è quello di Cédric Gondo della Reggiana, attaccante che risponde perfettamente alle esigenze biancorosse. Anche qui, però, la realtà frena le ambizioni: il contratto in scadenza a giugno 2026 rende impraticabile la formula del prestito, l’unica sostenibile per il Bari in questa fase.

Il risultato è un mercato bloccato, fatto di idee chiare ma di manovre complicate, con il rischio concreto che l’attesa si trasformi in un boomerang. Il Bari ha bisogno di rinforzi veri e in tempi rapidi. L’immobilismo, a questo punto della stagione, non è solo una strategia rischiosa: è una fonte crescente di preoccupazione.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 18:00
Autore: Antonio Testini
vedi letture
Print