Stiamo assistendo ad uno dei momenti più delicati della storia del Bari, costellato da questioni in continua evoluzione relative allo stadio e al nodo multiproprietà. In questa vicenda dai tratti nebulosi, si sono mossi diversi attori protagonisti. A cominciare dal sindaco di Bari Vito Leccese, che si sta facendo portavoce del sentiment cittadino. Nella sua ultima conferenza stampa, Leccese ha ribadito la delusione evidente per le promesse non mantenute dal presidente Luigi De Laurentiis: "Gli impegni sottoscritti 8 anni fa non solo sono stati disattesi, ma in parte anche traditi" ed ancora: "Questa città merita rispetto", ha tuonato il sindaco del capoluogo pugliese. Non sono mancate parole al vetriolo anche verso il legale dei De Laurentiis Mattia Grassani, che proprio a Bari ha espresso l'auspicio di una modifica della norma federale che fissa la conclusione dei regimi di multiproprietà nel 2028: "Le dichiarazioni di Grassani sono state un'inutile e vergognosa provocazione". Il primo cittadino barese ha poi specificato le tre richieste presentate proprio a De Laurentiis: "Voglio un piano industriale che contenga gli step della vendita, un management legato alle prospettive di vendita e la trasparenza nei confronti della città".

Entro il 16 giugno il Bari deve indicare lo stadio in cui disputare le partite casalinghe per procedere all'iscrizione al prossimo campionato di Serie C. Eppure la situazione appare ancora in fase di stallo, in attesa di nuovi sviluppi. Per questo motivo lo stesso De Laurentiis ha virato verso altri impianti provinciali, come il "Veneziani" di Monopoli e il "D'Angelo" di Altamura. Quest'ultima opzione è tramontata sul nascere, attraverso la lettera del sindaco murgiano che ha negato la concessione del proprio stadio. 

E poi c'è un ultimo aspetto di considerevole importanza da mettere in luce. L'indice di gradimento nei confronti della proprietà biancorossa sta toccando i minimi storici, come dimostrano i manifesti di contestazione con cui l'intera città è stata tappezzata. Persino da Altamura sono arrivati segnali di totale avversione verso Aurelio De Laurentiis. "Adl, Altamura non ti vuole" il messaggio inequivocabile apparso su uno striscione davanti allo stadio. 

C'è un massimo comune denominatore in questo racconto: Luigi De Laurentiis. Tra promesse disattese, ambizioni fallite miseramente e silenzi irritanti. Colui che avrebbe dovuto garantire un futuro all'altezza del prestigio dell'intera piazza, adesso vive in bilico con lo spauracchio di una mancata iscrizione che sarebbe deleteria. Mentre tutte le altre società preparano la prossima stagione con uno sguardo particolare rivolto alle questioni di campo, il Bari resta appeso ad un destino ignoto ancora tutto da scrivere. A Bari, oggi, il dibattito pubblico sembra ruotare esclusivamente attorno a burocrazia, economia e politica, relegando in secondo piano l'unica cosa che da sempre infiamma il cuore dei tifosi: il pallone.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 13 giugno 2026 alle 22:00
Autore: Cesare De Pasquale
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