Se l'11 giugno di tre anni fa avessero detto a un tifoso del Bari che nel 2026 si sarebbe ritrovato in Serie C (meritatamente), senza ds, allenatore, stadio, senza (quasi) giocatori e con un presidente chiuso nel suo mutismo, probabilmente più di uno gli avrebbe dato del folle. Eppure è realtà, sebbene sembri un lunghissimo incubo

La gestione sportiva e societaria dei biancorossi, dopo quel maledetto giorno, è un elogio della mediocrità. Peggio non si sarebbe potuto fare. Otto allenatori in tre anni, tre direttori sportivi, una miriade di calciatori (quasi tutti in prestito e indegni di questa maglia), un presidente che fa una conferenza all'anno e non ha la dignità di venire a parlare neanche dopo una storica (in senso negativo) retrocessione. Un sindaco che chiede rassicurazioni e che deve aspettare giorni e giorni per avere uno straccio di risposta. La mediocrità, certo, ma mista all'arroganza e alla maleducazione. Perché rispondere al sindaco della città che rappresenti è tuo dovere. È tuo dovere avere rispetto dei tifosi che pagano gli abbonamenti e che portano introiti alla tua società. È tuo dovere avere rispetto di chi porta quella maglia sin da bambino e che la indossa sino alla vecchiaia. La cosa più grave, tra le tante già elencate, è stata proprio l'aver fatto allontanare tantissimi baresi, di tutte le età, che seguono da sempre il Bari e che, per forza di causa maggiore, hanno dovuto accantonare la propria passione

Eppure, da qualche anno, la famiglia De Laurentiis si è disinteressata completamente del Bari. Le conseguenze sono una retrocessione in C, un generale disinteresse verso i galletti, una squadra e una città fatta completamente a pezzi, senza più uno straccio di progetto, organigramma e impianto a disposizione

Il resto d'Italia osserva la situazione del Bari, in silenzio. A breve ci sarà l'elezione del Presidente federale e molte carte in tavola saranno svelate. Chiunque sia fautore di un avvallo delle multiproprietà, nel calcio italiano odierno, dovrebbe essere giudicato completamente folle. Bari è l'esempio lampante. Nel mentre la piazza biancorossa affonda, inerme, circondato da mediocrità e arroganza.

Sezione: Copertina / Data: Sab 13 giugno 2026 alle 19:00
Autore: Armando Ruggiero
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