La storia si ripete. Il Bari torna a fare i conti con l’incubo playout in Serie B, uno scenario che i biancorossi hanno già conosciuto in passato tra delusioni, tensioni e salvezze conquistate sul filo. Non è la prima volta, infatti, che il club pugliese si ritrova a giocarsi la permanenza in cadetteria negli spareggi salvezza. L’ultima volta risale appena alla stagione 2023/2024, quando il Bari chiuse il campionato al diciassettesimo posto e si trovò di fronte la Ternana. Un doppio confronto che iniziò in salita ma che si trasformò poi in una delle notti più convincenti della stagione biancorossa.
La gara d’andata, disputata al San Nicola proprio come accadrà anche stavolta, terminò 1-1. A sbloccare il match fu Nasti, prima del pareggio firmato da Pereiro, curioso destino per un calciatore che successivamente sarebbe arrivato proprio in biancorosso. In quella sfida fu decisivo anche Pissardo, capace di neutralizzare un calcio di rigore e tenere in piedi il Bari in un momento delicatissimo del confronto. Al ritorno, però, non ci fu praticamente partita. La squadra allora guidata da Giampaolo dominò al “Liberati” imponendosi con un netto 0-3. Ad aprire le marcature fu capitan Di Cesare, nel giorno tra l’altro del suo compleanno, poi Ricci e Sibilli chiusero definitivamente i conti, regalando al Bari una salvezza tanto sofferta quanto meritata.
Ben diverso, invece, il precedente della stagione 2003/2004. Quella fu la prima storica edizione dei playout di Serie B e il Bari, allenato da Pillon, concluse il campionato al ventunesimo posto, ritrovandosi a disputare lo spareggio contro il Venezia. Anche in quell’occasione l’andata si giocò al San Nicola e sorrise ai biancorossi: decisiva la rete di Bruno per l’1-0 finale. Un vantaggio che sembrava poter indirizzare la salvezza, ma che venne completamente ribaltato nella sfida di ritorno in laguna. Il Venezia si impose 2-0, condannando sul campo il Bari alla retrocessione. Una gara tesissima, soprattutto nel finale, segnata anche dall’espulsione di un giocatore veneziano e di due calciatori biancorossi. La storia, però, ebbe un epilogo diverso. Il Bari venne infatti successivamente ripescato in Serie B grazie al fallimento del Napoli, evitando così la discesa in terza serie.
Due precedenti agli opposti, quasi speculari. Da una parte il dolore del 2004, con una salvezza sfumata sul campo e recuperata soltanto settimane dopo grazie al ripescaggio. Dall’altra la liberazione del 2024, quando il Bari riuscì a tirarsi fuori dalle sabbie mobili con una prova di forza netta e inattesa a Terni. Adesso i biancorossi si ritrovano ancora lì, sospesi sul confine sottile tra permanenza e caduta. Ma rispetto a qualche settimana fa, qualcosa sembra essere cambiato. Il Bari arriva ai playout dopo due vittorie consecutive, risultati che hanno restituito fiducia a un ambiente spento e soprattutto a un gruppo che, per lunghi tratti della stagione, è apparso in balia degli eventi e del proprio destino. I successi recenti hanno ridato convinzione, energia e forse anche un pizzico di coraggio a una squadra che adesso prova ad aggrapparsi alle sue certezze ritrovate. Perché nei playout conta la qualità, ma conta ancora di più la testa. E il Bari, dopo mesi vissuti tra paure, contestazioni e occasioni sprecate, arriva a questo appuntamento con la sensazione di avere ancora qualcosa da dire.
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