Come correva Edgar Alvarez su quella fascia: finte, contro finte, sgroppate, cross. I bei tempi con la maglia del Bari, ma anche con il Pisa: Alvarez è un pupillo dichiarato di Giampiero Ventura, il cultore per eccellenza del gioco spalmato sugli esterni. Il tecnico genovese lo portò in B a Pisa nel 2008, risparmiandogli altre raffiche di prestiti con una Roma che non ha mai creduto pienamente in lui. Fu così che la gazzella sgraziata di Messina e Livorno divenne uno dei top player della cadetteria (5 gol in 27 partite).
Ventura si trasferì a Bari e nel bagaglio infilò l’honduregno ancor prima di mutande e calzini…e non se ne pentì: due stagioni di ottimo livello, poi la retrocessione dei Galletti e la chiamata del vulcanico Zamparini, patron del Palermo.
Dopo l’esordio da titolare nella memorabile vittoria con l’Inter, Alvarez cade nel dimenticatoio, chiuso dal 4-3-1-2 di Devis Mangia, che non prevede l’utilizzo di esterni larghi.
Il ruolino parla di 190 minuti che consistono in tre partite, di cui due subentri. Ora neanche più quelli, dato che l’honduregno si accomoda in tribuna da diverse partite.
A gennaio sarà uno dei probabili partenti, completamente fuori dai piani del tecnico rosanero: la prossima volta sarà lui stesso ad intrufolarsi nel bagaglio di Ventura…ne siamo certi.
 

Sezione: Gli ex / Data: Gio 01 dicembre 2011 alle 21:00
Autore: Davide Capogrossi
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