Non c’è pace per il Bari. Alla contestazione ormai cronica nei confronti della famiglia De Laurentiis si aggiunge una situazione che, giorno dopo giorno, assume contorni sempre più surreali: a pochi giorni dalle scadenze federali, il club biancorosso si ritrova ancora senza certezze sullo stadio in cui disputare la prossima stagione. La frattura tra la piazza barese e la multiproprietà Filmauro ha ormai superato i confini del capoluogo, trasformandosi in una questione che coinvolge l’intero territorio pugliese. Emblematico quanto accaduto ad Altamura, dove l’ipotesi di utilizzare temporaneamente il “Tonino D’Angelo” come soluzione logistica per il Bari ha provocato una dura reazione da parte della tifoseria locale. Davanti ai cancelli dell’impianto è apparso uno striscione che non lascia spazio a interpretazioni: “Adl Altamura non ti vuole”. Un messaggio diretto alla proprietà biancorossa che fotografa il clima di forte ostilità che circonda oggi il club.

Le alternative sul territorio, però, sono poche e tutt’altro che praticabili. Il caso più emblematico è quello di Monopoli. Il “Vito Simone Veneziani”, infatti, è attualmente interessato da un importante intervento di rifacimento del manto erboso e non sarebbe disponibile nell’immediato. Un autentico paradosso se si considera che, soltanto poche settimane fa, era stato proprio il Monopoli a chiedere ospitalità al San Nicola per disputare le proprie gare interne.

Oltre alle questioni infrastrutturali, pesa anche il tema dell’ordine pubblico. L’eventualità di ospitare il Bari in impianti di dimensioni ridotte o in città “rivali” preoccupa non poco amministrazioni comunali e forze dell’ordine. Organizzare partite considerate a rischio richiederebbe un imponente sforzo organizzativo, con continui confronti in Prefettura per valutare viabilità, sicurezza e gestione dei flussi di tifosi. Una responsabilità che molti sindaci sembrano poco propensi ad assumersi.

La partita più delicata resta però quella che si gioca a Palazzo di Città. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha scelto una linea di assoluta fermezza nei confronti della Filmauro. Al momento manca il via libera formale all’utilizzo del San Nicola e l’amministrazione comunale continua a chiedere garanzie precise sul futuro del club e sul progetto di rilancio della società. In questo scenario si inserisce l’ipotesi di indicare il “Veneziani” nella documentazione necessaria per l’iscrizione. Una soluzione che rischia di trasformarsi in un semplice espediente burocratico, considerato che l’impianto monopolitano non sarebbe comunque disponibile per l’inizio della stagione a causa dei lavori in corso. Il Bari si troverebbe così nella singolare situazione di indicare come sede alternativa uno stadio a sua volta indisponibile.

Intanto la tifoseria biancorossa osserva con crescente amarezza l’evolversi della vicenda. Dopo la delusione per l’ennesima stagione fallimentare, molti sostenitori sembrano sempre più vicini a quel “disimpegno emotivo” evocato negli ultimi mesi: una sorta di anno sabbatico dal Bari, vissuto come forma estrema di protesta contro una proprietà ritenuta incapace di restituire entusiasmo e prospettive. Mai come oggi il Bari appare sospeso in un limbo. Senza certezze sul campo, senza una pace con la propria gente e con una scadenza federale ormai alle porte. Un’immagine che racconta perfettamente il momento più delicato dell’era De Laurentiis.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 12 giugno 2026 alle 22:00
Autore: Martina Michea
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