Nonostante il ritorno in Croazia, sua madrepatria, Ivan Rajcic, 89 partite ed un gol dal 2005 al 2009 a Bari, segue ancora i biancorossi, palesando un forte legame con la piazza e le sue vicende. E, ai nostri microfoni, esprime rammarico per la retrocessione del Galletto: 

"Per me era impensabile, oggi come ai nostri tempi. In quell'epoca, c'erano uomini, che potevano essere bravi o meno bravi ma che combattevano per evitare che accadesse. Ho visto anche la finale col SudTirol ed ho visto mancanza di leader e personaggi che trasmettessero sicurezza anche solo stando in campo. È stato doloroso vedere quella doppia finale".

Questa la sua suddivisione delle responsabilità: "Quando Conte venne a metà stagione, eravamo penultimi, dopo che perdemmo 4-1 col Lecce, e disse che chi aveva costruito quella squadra lo aveva fatto con i piedi e non con la testa. Ecco: le prime responsabilità sono di coloro che scelgono e pagano, perchè poi i giocatori accusano l'incertezza e peccano di personalità. Noi avevamo un presidente, Matarrese, contestato ma che dava sicurezza. Amava la propria squadra e lo sentivamo: ecco perchè era impensabile retrocedere"

Parole nette, dall'ex centrocampista, anche sull'ormai logora multiproprietà: 

"Questa moda della multiproprietà della NBA o del Football americano è senza senso nella cultura europea, in Italia in primis. Se qualcuno ha una squadra, vive in funzione di quella, dal presidente al tifo. Per i DeLa, è un business e devono farsi un esame di coscienza, e capire l'importanza della squadra per il tifoso. Così non funzionerà mai: con i soldi si può comprare l'amore, ma non sempre e non i tifosi. Serve trovare qualcuno che ami la Bari o non penso ci sarà mai un riavvicinamento".

Quali le difficoltà in Serie C e quali le armi per la risalita? "Ogni trasferta è imprevedibile, anche con squadre "materasso", ci sono campi difficili. Ci sono aspettative importanti e sarà estremamente difficile, dato che quando devi fare per forza una cosa (ovvero tornare in B, ndr) non è semplice. Ci vorrebbe certezza societaria ed una dirigenza che scelga giocatori di personalità ed adatti alla C. Parecchie cose devono coincidere".

E ancora..."Tutte le squadre del Sud ci sono passate: penso al Lecce che ci rimase due anni nonostante le spese, o al Catania nonostante investimenti sul centro sportivo, il Palermo. Niente è scontato, ma si può risalire se c'è connessione tra le componenti. Tutte le squadre 'più piccole' della Bari daranno il 110% contro di lei".

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 13 giugno 2026 alle 17:00
Autore: Piervito Perta
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