Passano le settimane e i temi caldi son sempre gli stessi. Un po’ come i risultati del Bari. Le nostre analisi ne risentono in originalità. Anche perché, oggettivamente, diventa difficile concentrarsi sul calcio giocato quando un universo si muove e ti crolla intorno. Ma mettiamo da parte le incertezze e le speculazioni sul futuro della società. Lasciamo stare anche le difficoltà delle istituzioni nell’affrontare una situazione quasi disperata, e le inutili polemiche scoppiate a riguardo. Fingiamoci addirittura ciechi e sordi, pur di dimenticare gli 80mila euro di Masiello, e le tante altre bassezze – tra malavita e semplice malcostume – che pian piano emergono dallo scandalo scommesse.

Non ragioniam di lor ma guarda e passa. Si diceva. Farlo per davvero è un’altra cosa. Ma proviamoci comunque. E allora c’è l’insipida trasferta di Bergamo da affrontare: il Bari è atteso dall’Albinoleffe, da quasi dieci anni cenerentola della cadetteria, tra un’incredibile finale play-off e miracolose salvezze ai play-out. La sconfitta con il Modena – inopinata quanto prevedibile, a consultare le statistiche casalinghe dei biancorossi – ha provveduto a frenare l’inopportuno slancio d’entusiasmo dei tifosi a seguito della vittoria di Varese. La classifica non è ancora proibitiva, ma il Bari ha perso probabilmente la grande occasione per svoltare la sua stagione: non è perdendo in casa con la terzultima in classifica che si coltivano le ambizioni. Torrente, quasi sconsolato, a fine gara ha ammesso: “Siamo una squadra da trasferta”. Traduzione: “Non siamo capaci di fare gioco, e se andiamo sotto è durissima”. 

Domani il Bari potrebbe anche vincere. Ma soprattutto sarà il caso di non perdere, per non accorciare la distanza di sicurezza dalla zona calda. Magari, prestando un occhio di riguardo alle fasce: le discese delle ali seriane (e di Foglio in particolare) potrebbero creare più d’un grattacapo alla retroguardia biancorossa, fragile agli inserimenti e nei movimenti di copertura dei terzini. Fra qualche mese, comunque, difficilmente saranno i punti persi o conquistati domani a fare la differenza, quanto l’andamento generale, lento e monocorde:  in classifica il Bari sembra ballare una strana quadriglia, in cui a tre passi avanti ne seguono tre indietro. E alla fine, si finisce per girare intorno. Senza andare da nessuna parte.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 27 gennaio 2012 alle 00:00
Autore: Redazione TuttoBari
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