I dati sono piuttosto eloquenti. Dalle prime stime fatte dalla società del Bari, solo 1430 sono stati i tifosi biancorossi che hanno esercitato la prelazione per sottoscrivere l'abbonamento per la prossima stagione. L’anno scorso, sempre di questi tempi e sempre con la questione legata alla prelazione, gli abbonati furono circa 3500. Numeri incontrovertibili di una disaffezione e di una diserzione che è nei fatti. Tante volte i supporters baresi avevano manifestato l’intenzione di dare un segnale forte al patron De Laurentiis. E cosi è stato. Promessa mantenuta. Segno di un distacco fortissimo e più volte evocato e che ora è nei numeri. E si sa che i numeri non mentono mai e sono il segnale che qualcosa davvero non va. E, adesso, non sono solo più minacce o parole. Ora ci sono i freddi dati a confermare un'intenzione già palesata dall'intera tifoseria dei galletti.
Un crollo nelle sottoscrizioni di questo tipo è difficile da ricordare o, molto semplicemente, da confrontare con altre stagioni. E’ oramai certificato che l’ambiente biancorosso non crede più in questa società ( e, forse, mai realmente ci ha creduto). Le ultime due stagioni hanno acuito una frattura che è oramai insanabile tra il popolo biancorosso e la famiglia De Laurentiis. Neppure una presenza maggiore sul piano mediatico del presidente ha fatto cambiare idea o, chissà, sciolto i cuori dei supporters baresi. A fare ancora più rabbia sono state le cessioni in blocco di Maita e Benali nonché un certo fermo sul mercato che è stato parzialmente sbloccato dagli arrivi di Braunoder e Partipilo. Il tutto al netto di un inizio di campagna acquisti che sembrava in controtendenza con le precedenti stagioni.
Ciò che non convince più da tempo è il progetto Bari dei De Laurentiis. Semmai questo progetto sia veramente stato pensato. Vincente, chiaro, deciso. La logica dei prestiti e costi zero, settore giovanile non potenziato a dovere, pochi talenti fatti maturare, pochissimi giocatori di proprietà su cui fare eventuali plusvalenze e una struttura approssimativa in generale. Una sommatoria di situazioni che ha portato il popolo barese a non condividere mai questa linea societaria. Eppure, forse, non è tanto la passione per il Bari in sé che è venuta meno nei tifosi. Basta vedere i quasi 3.000 supporters biancorossi che, nel weekend di Ferragosto, invece che pensare al mare e alle vacanze, si recheranno a San Siro per il primo impegno della stagione 2025/26 in Coppa Italia contro il Milan. Segno di un attaccamento alla squadra che c’è e resiste ancora. Semmai è con questa proprietà che è oramai conclamata la spaccatura definitiva. Inesorabile e senza via d'uscita se non il tanto agognato cambio societario.
In tutto ciò, molti si chiederanno cosa farà ora Luigi De Laurentiis. Con questi numeri cosi bassi e deludenti potrà davvero fare “orecchie da mercante” o prenderà atto di una situazione totalmente da rivedere? E, a questo punto, proverà ad accelerare per far entrare nuovi investitori in società, preparando una sorta di exit strategy per il futuro? Il 2028 non è cosi tanto lontano. Se è vero che il patron del Bari vuole lasciare questa squadra in serie A prima dell’anno suddetto, egli dovrà riflettere parecchio su questi primi numeri sugli abbonati per il prossimo campionato che sta per iniziare. E, in particolar modo, per avere una chiara idea sul futuro. Un futuro molto difficile da prevedere. Sarà sempre intenzione della Filmauro puntare alla serie A entro il 2028? Il segnale dai tifosi è arrivato. Dalle parole si è passato ai fatti. La diserzione è iniziata. Ma, ora, Luigi De Laurentiis come reagirà?
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