Approdato nuovamente a Bari per chiudere un conto lasciato in sospeso, Moreno Longo ha fallito il tentativo di evitare la retrocessione in Serie C. Il tecnico piemontese era stato alla guida dei biancorossi per la prima volta nella stagione 2024-25, chiusa al nono posto a un centimetro dal piazzamento playoff. Nonostante il contratto scadesse solo nel 2026, la società aveva deciso di sollevarlo dall'incarico anticipatamente. Eppure dopo le parentesi negative di Caserta e Vivarini, Longo è stato ritenuto il profilo ideale per risollevare le sorti di una squadra che aveva preso una deriva pericolosa.

Erano numerosi i buoni propositi dell'ex allenatore del Frosinone: affrontare le 18 gare rimanenti con lo spirito combattivo e il fuoco dentro, ricreare compattezza nel gruppo e diventare squadra. Di fatto, però, le intenzioni positive e propositive di mister Longo sono naufragate in breve tempo. Tra mille alti e bassi, rapporti incrinati con alcuni giocatori e risultati poco soddisfacenti, il Bari non ha mai dato l'idea concreta di essere capace ad uscire dalle sabbie mobili della zona rossa della graduatoria. La retrocessione diretta è stata scongiurata perlopiù grazie ai demeriti altrui che ai meriti propri, come dimostra l'harakiri del Pescara nella penultima giornata.

Così il collettivo allenato da Longo si è ritrovato a giocarsi la sopravvivenza nel doppio confronto playout con il Sudtirol. Nei 180 minuti la squadra ha dato davvero pochi segnali di vita, senza mai riuscire ad esprimere tenacia e forza di volontà. La retrocessione è stata la logica conseguenza di una stagione senza né capo né coda, in cui nessuna figura tecnica si è rivelata in grado di sciogliere il bandolo della matassa. L'amaro epilogo dell'annata da poco trascorsa rappresenta una macchia anche per Longo, ora chiamato a voltare pagina e rimettersi in carreggiata. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 30 giugno 2026 alle 17:00
Autore: Cesare De Pasquale
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