Con l’ufficialità di Pierpaolo Marino come nuovo direttore generale, il Bari può finalmente iniziare a muoversi in maniera concreta sul fronte sportivo. La priorità, adesso, è chiara: individuare il nuovo allenatore da cui ripartire per affrontare una Serie C che si preannuncia durissima, specialmente nel girone C.

La scelta del tecnico sarà probabilmente il primo vero banco di prova per Marino. Servirà un profilo capace di reggere la pressione di una piazza ferita ma esigente, con l’obbligo di lottare subito per le primissime posizioni. Tra i nomi emersi nelle ultime settimane, ci sono profili molto diversi tra loro per esperienza, curriculum e caratteristiche.

Il nome che oggi appare più quotato è quello di Domenico Toscano. Se c’è un allenatore che rappresenta una garanzia in Serie C, è proprio lui. A 54 anni, Toscano è uno specialista delle promozioni: ne ha collezionate diverse, portando in alto squadre come Cosenza, Ternana, Novara, Reggina e Cesena. Un curriculum che parla da solo.

La sua forza principale è evidente: conosce perfettamente il campionato, sa come si vince e soprattutto sa gestire piazze calde e pressioni importanti. Il Bari, da questo punto di vista, troverebbe un allenatore pronto all’uso. Il dubbio riguarda più che altro la fattibilità dell’operazione: Toscano è sotto contratto con il Catania e resta da capire se sarà attratto da una nuova sfida. Inoltre, il suo profilo comporterebbe inevitabilmente aspettative altissime sin dal primo giorno.

Più giovane e meno strutturato è invece il profilo di Salvatore Aronica. Ex difensore, conosce bene Pierpaolo Marino avendolo incrociato ai tempi del Napoli. Da allenatore ha costruito il suo percorso soprattutto a Trapani, dove ha fatto tutta la trafila fino alla prima squadra.

Aronica conosce il calcio del Sud, conosce ambienti caldi e ha già respirato la pressione tipica di certe piazze. Questo lo rende un profilo intrigante. Allo stesso tempo, però, il suo curriculum non offre ancora garanzie assolute per una piazza come Bari. Affidargli una panchina del genere significherebbe puntare su un progetto più di prospettiva che di certezze immediate.

Altro nome monitorato è quello di Raffaele Biancolino, profilo emergente che ha legato tutta la sua carriera recente all’Avellino. Dopo aver scalato i ranghi del club irpino, la sua impresa più importante resta la promozione in Serie B conquistata con i biancoverdi.

Biancolino ha dimostrato personalità e capacità di lavorare in un ambiente passionale, qualità che a Bari servirebbero eccome. Il rovescio della medaglia è la limitata esperienza ad alto livello: dopo la promozione non è riuscito a consolidarsi in Serie B, finendo esonerato. Resta comunque un allenatore giovane, affamato e desideroso di rilanciarsi.

In sintesi, il bivio del Bari sembra abbastanza chiaro: puntare su una certezza assoluta per la categoria, come Toscano, oppure scegliere un profilo più giovane e modellabile, come Aronica o Biancolino.

Molto dipenderà dalla linea che Marino vorrà dare al nuovo corso. Se l’obiettivo sarà costruire una squadra per vincere subito, l’identikit porta inevitabilmente verso un allenatore già abituato a navigare nelle acque agitate della Serie C. Se invece si punterà su un progetto più graduale, allora i profili emergenti potrebbero guadagnare terreno.

Una cosa, però, è certa: il tempo stringe. Il mercato si avvicina e il Bari, con una rosa da ricostruire quasi completamente, non può permettersi di arrivare tardi. Prima del mercato, però, servirà il timoniere.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 27 giugno 2026 alle 15:00
Autore: Antonio Testini
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