Il mercato del Bari avanza a passo lentissimo, quasi esasperante. E dopo l’ennesima delusione stagionale, la sconfitta pesante maturata sul campo della Carrarese, nessuno si sarebbe aspettato un immobilismo così marcato da parte della direzione sportiva. O forse sì. Perché l’aspetto più preoccupante, oggi, non è tanto la lentezza in sé, quanto il fatto che fosse ampiamente preventivabile. Una sensazione che aleggiava già da settimane e che ora trova piena conferma nei fatti.

Siamo arrivati esattamente a metà gennaio e il bilancio del mercato biancorosso è ridotto all’osso: Andrea Cistana, innesto necessario ma non sufficiente, e due giovani jolly come Stabile e De Pieri, profili utili per il futuro ma che difficilmente possono incidere nell’immediato su una squadra in piena difficoltà. Troppo poco per una formazione che naviga in acque pericolose e che avrebbe bisogno di interventi rapidi, mirati e soprattutto incisivi.

Sul fronte offensivo qualcosa si muove, ma sempre con il freno a mano tirato. La trattativa per Cuni sembra essere arrivata alle battute finali, ma procede con una lentezza che ormai è diventata cifra distintiva di questo mercato. Per fargli spazio potrebbe salutare Leonardo Cerri, destinazione Modena, mentre resta viva anche la pista che porta a Pandolfi del Catanzaro. Oltre a Cuni, sempre dalla Samp, potrebbe arrivare Benedetti. Idee ce ne sono, ma i tempi restano dilatati, incompatibili con l’urgenza della situazione di classifica.

In uscita, poi, il quadro è altrettanto immobile. Nulla di concreto sul fronte Partipilo, che di fatto è stato messo fuori squadra senza che sia stata trovata una soluzione alternativa. Anche il capitano Francesco Vicari è in cerca di una nuova sistemazione e la Reggiana potrebbe rappresentare un’opportunità, ma al momento si resta nel campo delle ipotesi. Intanto, ogni cessione mancata continua a bloccare nuove entrate, in un circolo vizioso che paralizza il mercato.

Il dato forse più allarmante riguarda però la zona trequarti e le corsie offensive: un reparto sguarnito, impoverito dall’assenza di un vero sostituto di Sibilli, con Partipilo alla porta e Antonucci che non ha mai realmente convinto. Un vuoto tecnico evidente, che partita dopo partita si riflette sul campo, senza che dal mercato arrivino risposte.

Il Bari ha bisogno di scelte forti e immediate. Continuare a rimandare, a temporeggiare, significa esporsi a rischi sempre maggiori. Il tempo delle valutazioni è finito da un pezzo: ora servirebbero decisioni rapide e coraggiose. Ma, guardando l’andamento di questo gennaio, la sensazione è che l’immobilismo non sia un incidente di percorso, bensì il riflesso di un problema strutturale che rischia di accompagnare il Bari fino alla fine della stagione.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 15 gennaio 2026 alle 20:30
Autore: Antonio Testini
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