Il legame tra la famiglia De Laurentiis e la città di Bari, nato sotto i migliori auspici sui cocci del fallimento targato Giancaspro, si è definitivamente consumato lungo una parabola temporale durata otto anni: una storia di promesse sbiadite, gioie effimere e scivoloni comunicativi che hanno trasformato l'iniziale luna di miele in una rottura totale e insanabile. Ripercorriamo allora la successione dei campionati disputati dalla fondazione della nuova Ssc Bari fino al tragico epilogo di questa stagione per comprendere come il club sia scivolato lentamente verso il baratro, lasciando dietro di sé una scia di risultati che raccontano prima l'illusione e poi la caduta.

​Durante la stagione 2018-2019, in Serie D, il Bari conquista il primo posto e la conseguente promozione diretta in Serie C: i De Laurentiis rilevano il titolo sportivo fondando la nuova società tra l'entusiasmo e la fiducia di una città pronta a risorgere: i dilettanti diventano il minimo sindacale da superare affrontando squadre di paese sotto la guida di Giovanni Cornacchini e con l'infinito Ciccio Brienza come capitano ed eroe romantico della rinascita, mentre la risposta del pubblico è clamorosa con una media spettatori di 9.600 presenze in casa e il record storico di 18.286 paganti nella sfida contro il Rotonda.

​Nella stagione 2019-2020, al debutto in Serie C, il cammino si chiude con il secondo posto nella stagione regolare e la successiva sconfitta nella finale play-off: il primo anno della Filmauro in terza serie si interrompe bruscamente a Reggio Emilia con il KO contro la Reggiana, un verdetto amaro arrivato nonostante i gol del bomber e trascinatore Mirco Antenucci, capace di firmare ben 20 reti complessive tra campionato e post-season.

​La successiva stagione 2020-2021, ancora in C, vede i biancorossi scivolare al quarto posto con l'#eliminazione al primo turno della fase nazionale dei play-off: si tratta di un'annata travagliata e ben al di sotto delle aspettative con una logorante girandola in panchina che vede l'esonero di Gaetano Auteri, il fallimentare interregno di Massimo Carrera e il successivo richiamo dello stesso Auteri per gli spareggi, dove la corsa si ferma subito contro la Feralpisalò con i 63 punti finali mitigati soltanto dai 14 gol di Antenucci e da una tifoseria ancora paziente che evita contestazioni aperte.

​Il riscatto si materializza nella stagione 2021-2022, sempre in Serie C, che decreta il primo posto e la gloriosa promozione diretta in Serie B: sotto la guida tecnica di Michele Mignani i biancorossi dominano il campionato conquistando la categoria superiore con tre giornate d'anticipo grazie a un rotondo percorso da 75 punti: la piazza esplode in una festa di liberazione e la vicinanza del presidente alla squadra alimenta l'illusione collettiva che la proprietà possa davvero ricondurre il Bari stabilmente nel calcio dei grandi.

​L'approdo in cadetteria nella stagione 2022-2023, in Serie B, si conclude con un beffardo terzo posto e la sconfitta nella finale play-off: l'onda d'urto dell'entusiasmo trascina un gruppo coeso a lottare per la promozione diretta con il Genoa fino a poche giornate dal termine, prima di blindare la miglior posizione per gli spareggi: la finale di ritorno contro il Cagliari si trasforma però nello sliding doors più doloroso della storia del club con la rete di Pavoletti a due minuti dal termine che spezza il sogno della Serie A e apre la prima profonda crepa con la piazza, sommersa dai sospetti di chi ritiene che alla multiproprietà non convenisse promuovere il club per non essere costretta a cederlo.

​Il crollo verticale inizia nella stagione 2023-2024, dove il Bari rimedia un mortificante diciassettesimo posto agguantando la salvezza ai play-out: il contraccolpo psicologico della finale persa l'anno precedente si traduce in un campionato drammatico vissuto ai minimi termini e segnato dalle prime pesanti contestazioni della curva contro la famiglia De Laurentiis, con la squadra che si salva per il rotto della cuffia nel ritorno delle forche caudine grazie a uno 0-3 a Terni firmato dalla personalità monumentale del capitano Valerio Di Cesare.

​La flemma prosegue nella stagione 2024-2025, archiviata con un mediocre decimo posto e la totale esclusione dai play-off: si tratta dell'anno del galleggiamento programmato con Moreno Longo chiamato alla guida tecnica per tentare un aggancio agli spareggi, ma il Bari perde terreno prezioso proprio nelle battute conclusive del torneo e fallisce l'obiettivo minimo all'ultima curva, scatenando un'amarezza insostenibile in una piazza esasperata che costringe il presidente Luigi De Laurentiis a girare sotto scorta per motivi di sicurezza.

​Il cerchio si chiude drammaticamente nella stagione 2025-2026, culminata con il quartultimo  posto e l'inevitabile retrocessione in Serie C dopo i play-out: il capitolo finale di un disastro annunciato e meritato sul campo si consuma al termine di un campionato fallimentare vissuto tra i continui ribaltoni in panchina, passati da Caserta a Vivarini fino al disperato ritorno di Longo: l'incapacità assoluta di segnare anche solo una rete nel doppio confronto contro il Sudtirol certifica il secondo zero a zero consecutivo che condanna il Bari alla retrocessione diretta, sancendo il fallimento totale della gestione Filmauro tra i cori ostili di una città intera e lo scontro istituzionale per le chiavi del San Nicola.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 31 maggio 2026 alle 13:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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