Il pessimo avvio di campionato appare sempre più un lontano ricordo per il Bari. L'arrivo in panchina di Vivarini sembra abbia dato la giusta svolta alla squadra per poter puntare agli obiettivi prefissati. Non a caso, la formazione ha mostrato partita dopo partita dei miglioramenti graduali, frutto di un percorso e di un lavoro costante ed efficace. Il successo contro la Ternana ha praticamente consacrato un gruppo, sempre più vicino alla definitiva maturazione sotto due aspetti fondamentali: intensità ed atteggiamento.

Una situazione abbastanza paradossale, visto che tra i principali capi d'accusa nei confronti di Cornacchini, vi era il modulo. Quel 3-5-2, che pareva un abito completamente inadatto alla rosa biancorossa. Vivarini ha sorpreso tutti con una chiarezza disarmante: la squadra ha bisogno di punti e certezze, il cambiamento tattico non è una soluzione immediata per garantire questo.

Dunque, quali aspetti sono stati toccati in queste settimane? Il mister ha lavorato tantissimo sulle sue proprio idee di gioco. A partire dalla fase difensiva, irriconoscibile nelle prime uscite stagionali. La squadra ha alzato il proprio baricentro d'azione e aumentato il tasso di aggressività ed intensità. Davanti l'atteggiamento non ha permesso particolari voli pindarici ma in fase di possesso i passi in avanti sono evidenti.

Tuttavia il fulcro della crescita è stato mentale. Nessuna paura, un Bari coraggioso, intraprendente, capace di saper leggere e gestire i momenti clou della partita, definitivamente Scornachinizzato. La fragilità e l'incapacità di reagire mostrata nelle ultime gare della precedente gestione, aveva portato anche a dubitare delle effettive qualità della squadra per questo campionato. Si è parlato di un gruppo non adatto alla C perché ricco di troppi elementi di categoria superiore e così incapace di competere dal punto di vista agonistico con le altre. Con Vivarini il team ha toccato questi tasti, trasformandoli in punti di forza. L'evoluzione non è però terminata, ci sono ancora tante tappe, la squadra muterà ancora perchè il calcio offensivo di Vivarini necessita di una configurazione differente (3 davanti?) ma con questo approccio si può andare lontano

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 15 Ottobre 2019 alle 23:00
Autore: Gianmaria De Candia
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