Alla vigilia dell'evento, i dati sull'affluenza allo stadio sono emblematici: Bari quando è chiamata a un estremo atto d'amore, non si tira indietro. A dimostrazione anche del fatto che il gesto di invito nell'abbassare i prezzi dei biglietti ha avuto delle risposte. La partecipazione al San Nicola è il primo fattore su cui bisogna puntare per farlo diventare determinante, essendo anche l'unico ed esclusivo vantaggio di cui il Bari potrà godere in queste due sfide. La capienza dello stadio - ampissima per le medie della Serie B (e non solo in Italia) - è un'arma da dover sfruttare come imperativo. 

Il San Nicola deve così trasformarsi in un catino ribollente di passione viscerale per spaventare un Sudtirol abituato a contesti ben più silenziosi e ovattati: e se addirittura ogni singolo pallone fosse accompagnato da un boato, il pubblico potrebbe anche far tremare le gambe agli avversari fin dal primo istante di gioco nel tunnel degli spogliatoi.

Questi primi novanta minuti rappresentano infatti l'inizio di una guerra di nervi lunga centottanta che deciderà il futuro di un'intera città e la credibilità professionale di un gruppo che ha tradito ogni singola aspettativa estiva: il peso di una stagione fallimentare grava interamente sulle spalle dei calciatori del Bari, mentre gli altoatesini arrivano a questo appuntamento con l'ansia di dover evitare una catastrofe di cui nessuno si aspettava di incappare nel rischio dopo quasi un intero campionato navigato in acque tranquille. 

Serve poi chiaramente una metamorfosi psicologica immediata per evitare che la paura di sprofondare in Serie C diventi una zavorra paralizzante proprio nel momento della verità: i leader dello spogliatoio hanno il compito di trasformare il timore del fallimento in una furia agonistica necessaria per scardinare l'organizzazione tattica di Valente.

L'inferno del San Nicola resta quindi l'unica via di fuga percorribile per una squadra che non ha più paracadute e deve proteggere la categoria con le unghie e con i denti per non sparire dal calcio che conta. Per questo il primo round in casa bisogna che sia una sentenza, per permettere di affrontare la trasferta di Bolzano con la forza di chi ha finalmente ritrovato il proprio orgoglio davanti al proprio popolo.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 14 maggio 2026 alle 07:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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