Nell'ambito della rubrica di TuttoBari Tangorra in...tackle, abbiamo intervistato l'ex calciatore del Bari Massimiliano Tangorra. Con l'ex biancorosso abbiamo parlato della partita giocata dal Bari contro il Mantova. Di seguito, le sue parole in esclusiva.

La sconfitta contro il Mantova, nel primo scontro diretto per la salvezza, ha evidenziato una prestazione insufficiente e una condizione atletica chiaramente preoccupante. Quanto sta incidendo questo aspetto sulla capacità del Bari di sostenere l’intensità richiesta, restare compatto e gestire i momenti chiave della partita?

“La condizione fisica incide eccome, così come quella mentale: pertanto non è un dato da sottovalutare. Certo, non può giustificare chiaramente questi risultati, però è chiaro che va tenuto”.

In una partita in cui il Bari ha faticato a livello collettivo, Odenthal è stato l’unico a lasciare il segno alla sua prima apparizione in biancorosso. Quali caratteristiche ha portato subito in campo e in che modo può diventare una risorsa strutturale nell’equilibrio della squadra?

“Si è visto che il suo apporto è stato importante per una difesa che è stata rivoluzionata. Così come avevo sempre detto, era il reparto su cui bisognava intervenire maggiormente in termini di mercato. Porta fisicità, equilibrio e anche in fase realizzativa dimostra di essere, fisicamente, una freccia in più, soprattutto sulle palle inattive, per poter trovare il gol. Però purtroppo siamo sempre alle solite: sono comunque giocatori a cui manca la condizione atletica, e questa si può ottenere soltanto dopo una serie di partite. Questo dato oggi mi fa veramente pensare e può accendere una discussione sul fatto che, nel 2026, secondo me è incomprensibile e inammissibile che dei giocatori professionisti, che militano in campionati professionistici, non abbiano una condizione fisica adeguata. Per me è davvero una cosa inconcepibile, ad oggi”.

Dopo la pesante sconfitta del Martelli, la contestazione si è estesa anche al direttore sportivo Di Cesare, simbolo recente del Bari, certificando una spaccatura ormai evidente tra ambiente e società. In che modo un clima così teso rischia di condizionare il lavoro quotidiano, le scelte tecniche e la serenità del gruppo in una fase cruciale del campionato?

“Purtroppo le scelte che sono state fatte si sono rivelate sbagliate, quindi Di Cesare ha tentato chiaramente, per quello che ha potuto, di correggere. Ma purtroppo, come abbiamo sempre detto, nel mercato di gennaio si può fare obiettivamente molto poco per cambiare, per rivoluzionare l’identità di una squadra come il Bari. Pertanto ora vedremo sul campo quello che diranno questi nuovi acquisti, quello che riusciranno a dare in termini di freschezza e di fisicità, come è stato chiesto. Però obiettivamente la situazione è piuttosto compromessa e io faccio fatica a pensare che possano, da un giorno all’altro, invertire completamente la rotta. Si tratta di cambiare marcia in maniera decisa e, da qui alla fine del campionato, mancano quindici partite: bisogna disputare delle partite da playoff, con una media di circa due punti a partita. Obiettivamente la vedo un’impresa piuttosto dura”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 19:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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